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La Bulgaria adotta l’euro: addio al lev e ingresso ufficiale come 21° Paese dell’Eurozona.

La Bulgaria dice addio al lev e adotta ufficialmente l’euro: entusiasmo delle istituzioni europee, timori sui prezzi e un Paese ancora diviso.

La Bulgaria adotta l’euro: addio al lev e ingresso ufficiale come 21° Paese dell’Eurozona.

Allo scoccare della mezzanotte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio 2026, la Bulgaria ha ufficialmente adottato l’euro, salutando definitivamente il lev, la valuta nazionale in uso dal 1881. Con questo passaggio, il numero degli Stati membri dell’Unione europea che utilizzano la moneta unica sale a 21. A Sofia, davanti alla Banca nazionale bulgara, fuochi d’artificio, un conto alla rovescia proiettato sulla facciata dell’edificio e le immagini delle nuove monete in euro hanno accompagnato una notte simbolica, che segna il completamento formale del percorso di integrazione europea del Paese balcanico, iniziato con l’adesione all’Ue nel 2007.

La decisione formale e il tasso di conversione irrevocabile

Il passaggio alla moneta unica era stato sancito già a luglio, quando le istituzioni europee avevano adottato la decisione formale sull’ingresso della Bulgaria nell’Eurozona, fissando anche il tasso di conversione definitivo: 1 euro equivale a 1,95583 lev bulgari. Un valore tutt’altro che nuovo per l’economia nazionale, visto che il lev era agganciato prima al marco tedesco e poi all’euro fin dal 1997, in seguito alla devastante iperinflazione degli anni Novanta. Dal 2020, inoltre, la Bulgaria partecipava al meccanismo di cambio ERM II, la cosiddetta “sala d’attesa” della moneta unica.

Il benvenuto della BCE e il valore simbolico dell’euro

A salutare ufficialmente l’ingresso della Bulgaria nella famiglia dell’euro è stata la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde. «Rivolgo un caloroso benvenuto alla Bulgaria nella famiglia dell’euro e al governatore Radev in seno al Consiglio direttivo della BCE, a Francoforte», ha dichiarato Lagarde, sottolineando come «l’euro sia il simbolo tangibile di ciò che l’Europa può realizzare quando lavora insieme, dei valori condivisi e della forza collettiva con cui possiamo contrastare l’incertezza geopolitica globale». Per celebrare la tappa storica, la BCE ha illuminato la facciata della sua sede principale a Francoforte con un’installazione luminosa dedicata all’unità dei 358 milioni di cittadini europei che utilizzano l’euro come moneta.

L’ingresso nell’Eurosistema e il nuovo ruolo della banca centrale bulgara

Con l’adozione della moneta unica, la Banca nazionale di Bulgaria entra ufficialmente a far parte dell’Eurosistema e il suo governatore ottiene un seggio nel Consiglio direttivo della BCE, partecipando così alle decisioni di politica monetaria dell’area euro. L’istituto centrale bulgaro diventa inoltre membro a pieno titolo del Meccanismo di vigilanza unico, rafforzando l’integrazione del sistema bancario nazionale nella supervisione europea. La Bulgaria ha già versato la quota restante del proprio contributo al capitale della BCE e trasferito la parte dovuta alle riserve ufficiali in valuta estera dell’istituto di Francoforte.

Un Paese che conviveva già con l’euro

In realtà, per molti aspetti, la Bulgaria “conviveva” con l’euro da tempo. L’ancoraggio del lev alla moneta unica aveva reso di fatto la politica monetaria nazionale dipendente dalle decisioni della BCE, senza, però, garantire a Sofia un posto al tavolo delle scelte. Con l’ingresso nell’Eurozona, questo squilibrio viene superato: la Bulgaria non solo utilizza l’euro come valuta ufficiale, ma partecipa pienamente ai processi decisionali e ai meccanismi finanziari dell’unione monetaria.

Il calendario del cambio e la doppia circolazione

Dal 1° gennaio 2026 è iniziata una breve fase di doppia circolazione, durante la quale euro e lev possono essere utilizzati insieme per i pagamenti. Questa fase terminerà il 1° febbraio 2026, quando l’euro diventerà l’unica valuta accettata. Fino al 2 marzo 2026, cittadini e imprese potranno convertire gratuitamente banconote e monete in lev al valore di parità, entro un limite giornaliero stabilito. Tutti i conti correnti, i depositi e i contratti denominati in lev vengono convertiti automaticamente in euro, senza costi aggiuntivi per i clienti. Dal punto di vista normativo, l’entrata in vigore della modifica al Regolamento CE n. 2866/98 formalizza definitivamente il tasso di conversione.

Prezzi, timori e controlli

Nonostante l’entusiasmo delle istituzioni europee, l’ingresso nell’euro divide profondamente l’opinione pubblica bulgara. Secondo l’ultimo sondaggio Eurobarometro, il 49% dei cittadini si dichiara contrario al passaggio alla moneta unica. Le principali preoccupazioni riguardano l’aumento dei prezzi, timore alimentato da un’inflazione che, negli ultimi mesi, ha mostrato segnali di accelerazione, soprattutto nel settore alimentare. Per evitare speculazioni e rincari ingiustificati, il Parlamento di Sofia ha introdotto obblighi di doppia esposizione dei prezzi in lev ed euro dall’agosto 2025, misura che resterà in vigore fino all’agosto 2026, accompagnata da organi di vigilanza sui listini.

Le reazioni politiche e il nodo del referendum mancato

In un discorso trasmesso poco prima della mezzanotte, il presidente bulgaro Rumen Radev ha definito l’adozione dell’euro come il «passo finale» dell’integrazione europea del Paese, esprimendo, però, rammarico per la mancata convocazione di un referendum. Secondo Radev, l’assenza di una consultazione popolare è uno dei sintomi della profonda frattura tra classe politica e cittadini, emersa anche nelle recenti proteste contro la corruzione e l’instabilità istituzionale che hanno portato alla caduta dell’ultimo governo.

Un significato economico e geopolitico

Dal punto di vista economico, le istituzioni europee stimano che l’euro porterà benefici concreti alla Bulgaria: riduzione dei costi di cambio per le imprese, maggiore trasparenza dei prezzi, più facilità negli scambi commerciali e un impulso al turismo, settore che pesa in modo significativo sul PIL nazionale. Sul piano geopolitico, l’adozione della moneta unica rappresenta anche un segnale chiaro di avvicinamento all’Occidente e di allontanamento dall’orbita russa, in un Paese storicamente legato a Mosca e bersaglio, secondo diverse analisi, di campagne di disinformazione ostili all’euro.

Un traguardo che apre una nuova fase

Per il Paese più povero dell’Unione europea, l’ingresso nell’Eurozona rappresenta il culmine di un percorso durato quasi vent’anni e, al tempo stesso, l’inizio di una nuova fase carica di aspettative e incognite. L’euro arriva in un momento di forte instabilità politica e di diffuso malcontento sociale, ma anche con la promessa di maggiore integrazione, stabilità e opportunità. Come dimostra l’esperienza di altri Paesi, l’accettazione della moneta unica sarà un processo graduale, destinato a misurarsi ogni giorno con la vita quotidiana dei cittadini bulgari.

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