Incidente ferroviario ad Adamuz: 41 morti, indagini sulle cause e Spagna in lutto nazionale
Incidente ferroviario ad Adamuz: oltre 40 morti, indagini sulle cause e Spagna in lutto nazionale
Proseguono senza sosta le indagini sull’incidente ferroviario avvenuto ad Adamuz, in Andalusia, dove due treni dell’alta velocità si sono scontrati nei pressi di Cordoba provocando una delle più gravi tragedie degli ultimi anni nel Paese. Il bilancio, ancora provvisorio, parla di almeno 41 vittime accertate, oltre 150 feriti e decine di dispersi, mentre le squadre di soccorso continuano a lavorare tra i rottami alla ricerca di eventuali altri corpi. Di fronte a una tragedia che ha scosso l’intera nazione, il governo ha proclamato tre giorni di lutto nazionale.
Il disastro sulla linea ad alta velocità in Andalusia
L’incidente si è verificato nella serata di domenica 18 gennaio lungo la linea ad alta velocità che attraversa l’Andalusia. Un convoglio della compagnia privata Iryo, diretto da Malaga a Madrid, ha deragliato per cause ancora da chiarire, invadendo il binario opposto e scontrandosi frontalmente con un treno Renfe-Alvia che viaggiava in senso contrario. Alcuni vagoni sono finiti in un terrapieno, altri si sono accartocciati su se stessi, rendendo estremamente complesse le operazioni di soccorso e recupero delle vittime.
Un bilancio destinato ad aggravarsi
Le autorità non escludono che il numero delle vittime possa aumentare ulteriormente. Sono state presentate 43 denunce di scomparsa da parte dei familiari dei passeggeri e, secondo il ministero dell’Interno, almeno tre corpi sarebbero stati individuati, ma non ancora recuperati all’interno dei vagoni più danneggiati. I feriti sono stati trasportati in diversi ospedali dell’Andalusia, in particolare al Reina Sofía di Cordova, dove restano ricoverate 39 persone, 13 delle quali in terapia intensiva, tra cui anche un minorenne.
Il dolore delle vittime e le storie che commuovono il Paese
Tra le vittime accertate figurano il giornalista Óscar Toro, la fotoreporter María Clauss e quattro membri di una stessa famiglia originaria di Punta Umbria. Particolarmente toccante la storia di una bambina di sei anni, unica sopravvissuta della famiglia Zamorano Álvarez: trovata illesa dai soccorritori mentre vagava da sola tra i rottami, è stata affidata ai nonni dopo essere stata visitata dai medici. Un racconto che è diventato simbolo del dramma umano consumatosi in pochi secondi.
Tre giorni di lutto nazionale proclamati dal governo
“È un giorno di dolore per tutta la Spagna”, ha dichiarato il premier Pedro Sánchez, annunciando tre giorni di lutto nazionale a partire dal 19 gennaio. Il capo del governo ha assicurato che verrà fatta piena luce sulle cause della tragedia, promettendo “assoluta trasparenza” una volta concluse le indagini tecniche e giudiziarie. Secondo Sánchez, serviranno ancora 24-48 ore per avere un quadro definitivo sul numero delle vittime.
Le indagini sulle cause del deragliamento
Sull’incidente è stata aperta un’inchiesta giudiziaria affidata al tribunale di prima istanza numero 2 di Montoro, mentre la Commissione d’inchiesta sugli incidenti ferroviari ha avviato le verifiche tecniche. Gli investigatori stanno analizzando un presunto giunto rotto rinvenuto sui binari, oltre ai dati dei registratori di bordo di entrambi i treni. L’errore umano e l’eccesso di velocità sono stati praticamente esclusi: i convogli viaggiavano entro i limiti consentiti su un tratto rettilineo recentemente rinnovato. Restano aperte le ipotesi di un problema infrastrutturale o legato al materiale rotabile del treno Iryo.
Il lavoro incessante dei soccorritori
Le operazioni di ricerca e recupero proseguono giorno e notte. È stata installata una grande gru per sollevare i vagoni più danneggiati del treno Renfe-Alvia, operazione che potrebbe richiedere diversi giorni. Il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska ha chiarito che le squadre resteranno operative “fino al ripristino della normalità”, sottolineando l’impegno dello Stato nel garantire verità e giustizia alle famiglie delle vittime.
La visita dei reali spagnoli ad Adamuz
Sul luogo del disastro sono attesi il Re Filippo VI e la Regina Letizia, rientrati anticipatamente da Atene dopo aver annullato gli impegni ufficiali previsti a Toledo. I sovrani, accompagnati dalla vicepremier e ministra delle Finanze María Jesús Montero, porteranno la loro vicinanza alle famiglie colpite e seguiranno da vicino l’evolversi delle operazioni di soccorso e delle indagini.
Una ferita aperta per il sistema ferroviario spagnolo
L’incidente di Adamuz rappresenta il più grave disastro ferroviario in Spagna dal 2013 e riaccende il dibattito sulla sicurezza della rete ad alta velocità, considerata una delle più estese d’Europa con oltre 3.000 chilometri di binari. Mentre il Paese piange le vittime, cresce l’attesa per risposte chiare e definitive su una tragedia che ha segnato profondamente l’opinione pubblica spagnola.
Riproduzione riservata © Copyright La Milano

