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Il Parlamento europeo commemora la Giornata della Memoria: Tatiana Bucci in plenaria a Strasburgo

A 81 anni dalla liberazione di Auschwitz, l’Eurocamera dedica una sessione plenaria alle vittime della Shoah: interviene la sopravvissuta Tatiana Bucci.

Il Parlamento europeo si prepara a commemorare la Giornata internazionale della memoria dell’Olocausto, rinnovando l’impegno delle istituzioni europee nel custodire la memoria della Shoah e nel contrastare ogni forma di antisemitismo, odio e negazionismo. La cerimonia si svolgerà durante una sessione plenaria e vedrà un momento particolarmente significativo: l’intervento della sopravvissuta ad Auschwitz Tatiana Bucci, una delle più giovani testimoni viventi della deportazione nei campi di sterminio nazisti.

A 81 anni dalla liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio 1945, l’Eurocamera dedica una sessione solenne alle vittime dell’Olocausto, con un programma scandito da discorsi istituzionali, intermezzi musicali e un minuto di silenzio.

La cerimonia del Parlamento europeo: Metsola apre la commemorazione

La commemorazione sarà aperta dalla Presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, che interverrà a mezzogiorno con un video di commemorazione, seguito da un discorso ufficiale. La cerimonia prevede anche un intermezzo musicale, a sottolineare il carattere solenne e simbolico della giornata.

Il momento centrale sarà poi la testimonianza di Tatiana Bucci, che parlerà direttamente agli eurodeputati in plenaria, portando la sua voce e la sua storia dentro uno dei luoghi più rappresentativi della democrazia europea.

La commemorazione si concluderà con:

  • un minuto di silenzio in onore delle vittime dell’Olocausto
  • un secondo intermezzo musicale

L’evento potrà essere seguito in diretta streaming sul sito ufficiale del Parlamento europeo e su EbS+, garantendo così accesso pubblico e partecipazione anche al di fuori dell’aula.

La testimonianza di Tatiana Bucci: la memoria che attraversa le generazioni

La presenza di Tatiana Bucci rappresenta un messaggio potente: la memoria dell’Olocausto non è un capitolo chiuso della storia, ma un monito ancora attuale. Il Parlamento europeo affida infatti a una testimone diretta il compito di ricordare ciò che accadde, soprattutto in un’epoca in cui il rischio della banalizzazione del male, della disinformazione e della rimozione storica torna a farsi concreto.

Tatiana Bucci è nata nel 1937 a Fiume, città del nord Italia che oggi si trova in Croazia. Nel 1944, quando era ancora bambina, la sua vita venne travolta dalla persecuzione nazista.

Dalla Risiera di San Sabba ad Auschwitz: la deportazione a sei anni

Nel 1944, Tatiana e la sua famiglia furono arrestati dai nazisti e imprigionati alla Risiera di San Sabba, campo di concentramento di transito nel nord Italia, tristemente noto come uno dei luoghi simbolo della repressione nazifascista.

Tatiana aveva sei anni quando lei e la sorella Andra, di soli quattro anni, furono deportate ad Auschwitz insieme alla madre, alla zia, alla nonna e a un cugino. Era il 4 aprile 1944.

Le due sorelle trascorsero dieci mesi nel campo, sopravvivendo a condizioni disumane che hanno segnato per sempre la storia europea e mondiale. La loro madre, Mira, venne trasferita da Auschwitz in Germania, costretta al lavoro forzato in una fabbrica di munizioni. Il padre, Giovanni, durante il conflitto era prigioniero di guerra in Sudafrica.

Tatiana e Andra Bucci sono oggi considerate tra i più giovani bambini sopravvissuti ad Auschwitz che conservano ricordi diretti di quell’esperienza. Una circostanza che rende la loro testimonianza ancora più preziosa e rara, in un tempo in cui i testimoni oculari diminuiscono anno dopo anno.

Dopo la liberazione: l’orfanotrofio in Inghilterra e il ritorno in Italia

Dopo la liberazione, le due sorelle furono inviate in un orfanotrofio nel sud dell’Inghilterra, Lingfield House, prima di riuscire a ricongiungersi alla famiglia.

Solo nel dicembre 1946 Tatiana e Andra tornarono finalmente con i genitori in Italia, iniziando un percorso di vita e ricostruzione dopo il trauma della deportazione.

Il ritorno ad Auschwitz avvenne molti anni più tardi: nel 1996, quando le sorelle visitarono per la prima volta il luogo della loro prigionia, trasformando il ricordo personale in un atto di memoria collettiva.

Oggi Tatiana Bucci vive in Belgio, insieme alla sua famiglia.

Un messaggio politico e civile: perché la Memoria riguarda il presente

La commemorazione del Parlamento europeo non è soltanto un rito istituzionale: è un richiamo politico e culturale. In Europa e nel mondo, negli ultimi anni, si è registrato un aumento di episodi di antisemitismo, intolleranza e radicalizzazione, mentre la memoria della Shoah viene talvolta distorta, strumentalizzata o minimizzata.

Per questo, la presenza di una sopravvissuta come Tatiana Bucci assume un significato che va oltre la storia individuale: diventa una responsabilità collettiva, soprattutto per le nuove generazioni e per chi oggi ricopre ruoli pubblici.

Ricordare Auschwitz significa difendere i valori fondativi dell’Europa: la dignità umana, i diritti fondamentali, la libertà, la democrazia. E significa anche riconoscere che la memoria non serve soltanto a guardare indietro, ma a prevenire che l’orrore possa ripetersi.

La Giornata della Memoria e il ruolo delle istituzioni europee

Il Parlamento europeo, nel dedicare una sessione plenaria alla Giornata internazionale della memoria dell’Olocausto, riafferma il ruolo delle istituzioni comunitarie come presidio della memoria storica.

L’Europa nasce anche come risposta alla tragedia del Novecento: guerre, genocidi, deportazioni, persecuzioni. Commemorare significa quindi ricordare non solo le vittime, ma anche il fallimento dell’umanità e della politica quando l’odio diventa sistema.

In un contesto internazionale segnato da nuovi conflitti e da crescenti tensioni sociali, la Giornata della Memoria resta un appuntamento essenziale per ribadire che la storia non può essere dimenticata, né ridotta a una ricorrenza formale.

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