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Gli austriaci si oppongono all’adesione alla NATO: vogliono restare neutrali

La Cina nel mentre "continuerà a facilitare i colloqui per la pace"

Gli austriaci si oppongono all’adesione alla NATO: vogliono restare neutrali

La maggioranza degli austriaci desidera più sicurezza a livello internazionale, ma non nella Nato. Un recente sondaggio ha rilevato che solo due cittadini su dieci voterebbero a favore di un eventuale referendum di adesione all’Alleanza atlantica.
I lunghi mesi di guerra in Ucraina non hanno scalfito il desiderio di neutralità di Vienna. Lo dimostra l’indagine effettuata dalla Società austriaca per la politica europea (Ogfe). All’interno di un campione di mille intervistati una larghissima maggioranza del 60% si è detta contraria all’ingresso del Paese nella Nato.

Il 20% si è astenuto dal rispondere, mentre solamente due intervistati ogni dieci hanno mostrato il proprio favore allo schieramento della nazione al fianco degli altri membri dell’Alleanza militare.

Il risultato ha confermato un giudizio sull’Organizzazione intergovernativa rimasto costante tra i cittadini austriaci prima e dopo l’invasione russa.

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“L’ingresso del Paese nella Nato è fermamente respinto”, ha dichiarato Paul Schmidt, segretario generale dell’Ogfe. Tuttavia, secondo lo stesso sondaggio il sostegno del popolo austriaco all’Ue resta saldo, con oltre il 68% degli intervistati favorevole al mantenimento dell’Austria all’interno dell’Unione. Inoltre, due cittadini su tre approverebbero un’intensificazione della cooperazione tra gli Stati membri dell’Ue in materia di sicurezza e difesa comune.

“Anche se l’incertezza e lo scetticismo stanno aumentando, l’adesione di Vienna alle istituzioni europee resta fuori discussione, soprattutto in tempi di crisi”, ha sottolineato Schmidt.
Questo sondaggio arriva dopo un febbraio infuocato in cui diversi esperti avevano definito “anacronistica” la posizione neutrale del Paese in merito al conflitto ucraino. In una lettera aperta più di 90 personalità pubbliche avevano espresso la volontà di riorientare la politica di sicurezza della nazione in favore di un chiaro allineamento di Vienna in merito al conflitto. Una posizione alla quale, alla fine di marzo, un’ampia rappresentanza parlamentare ha risposto abbandonando l’aula durante il collegamento video col presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ritenendo l’intervento una “violazione della neutralità austriaca”. Un gesto che ha visto protagonista non solo l’estrema destra (filorussa) del Paese, ma anche una larga maggioranza dei socialdemocratici, i quali hanno esposto sui banchi l’inequivocabile scritta “luogo per la libertà e la pace” prima di andarsene.

Come riportato da Euractive, dal sondaggio non traspare una completa neutralità da parte di diversi intervistati, circa la metà considera “importante” se non “molto importante” che l’Ue e i suoi membri continuino a sostenere Kiev nella sua lotta contro Mosca.

Questa non è una contraddizione secondo Schmidt perché delinea un’Europa “più forte e indipendente nel mondo”, un’Europa di cui Vienna vuole continuare a fare parte, ma mantenendosi distante dal quartier generale della Nato.

“La Cina continuerà a facilitare i colloqui per la pace ed è pronta a mantenere la comunicazione e il coordinamento con la Russia per dare un contributo concreto a una soluzione politica della crisi in Ucraina”, questo è quanto ha detto il ministro degli Esteri Qin Gang all’omologo russo Serghei Lavrov, in un incontro avuto giovedì a margine della ministeriale Esteri dei Paesi Sco di Goa, in India.
Lavrov, nel resoconto della Xinhua, ha replicato che Mosca dà importanza al ‘documento di posizione’ cinese sulla soluzione politica della crisi ucraina, concordando sui principi di base, ed è pronta a mantenere una stretta comunicazione.
Lavrov, inoltre, ha affermato che la visita di Xi a Mosca dello scorso marzo ha dato un grande impulso allo sviluppo delle relazioni bilaterali, assicurando che la Russia “è disposta a portare avanti congiuntamente la cooperazione con la Cina in varie aree e ad elevare i legami bilaterali a un nuovo massimo”.

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