Frana in Nuova Zelanda, campeggio travolto a Mount Maunganui: due morti e dispersi dopo le piogge record
Frana a Mount Maunganui, campeggio sepolto dal fango: due morti e dispersi in Nuova Zelanda
Un’ondata di maltempo eccezionale ha colpito l’Isola del Nord della Nuova Zelanda, provocando frane devastanti che hanno causato almeno due morti e un numero ancora imprecisato di dispersi. Le vittime sono state confermate nell’area di Welcome Bay, mentre cresce l’angoscia per quanto accaduto in un campeggio turistico alle pendici del Mount Maunganui, dove si teme che diverse persone, tra cui almeno una bambina, siano rimaste sepolte sotto fango e detriti.
Il campeggio travolto dalla frana: nessun segno di vita sotto le macerie
La frana più grave ha investito un campeggio molto frequentato situato alla base del monte, un vulcano spento e luogo sacro per la cultura maori, oltre che meta turistica di primo piano. Secondo quanto riferito dalle autorità e rilanciato dalla BBC, i soccorritori impegnati nelle ricerche non hanno al momento rilevato segni di vita. Le operazioni di scavo procedono con estrema cautela a causa dell’instabilità del terreno, che continua a muoversi rendendo l’area ad altissimo rischio.
Piogge record e alluvioni: l’origine del disastro
Le frane sono state innescate da giorni di piogge torrenziali che hanno saturato il terreno in vaste aree dell’Isola del Nord. Le precipitazioni hanno provocato inondazioni diffuse, interruzioni di corrente elettrica e l’isolamento di intere comunità, in particolare nella regione della Bay of Plenty. In alcune zone della costa orientale il livello dell’acqua ha costretto famiglie a rifugiarsi sui tetti delle abitazioni in attesa dei soccorsi aerei.
Le immagini dal monte: camper distrutti e tende schiacciate
Le riprese aeree e i video diffusi dai media locali mostrano uno scenario drammatico: camper rovesciati, alberi sradicati e tende completamente appiattite da un’enorme massa di terra e fango. La frana si è staccata vicino alla base della cupola vulcanica, travolgendo in pochi istanti l’area del campeggio e colpendo anche un blocco di servizi igienici, schiacciato dal peso dei detriti.
I racconti dei testimoni: “l’intera collina ha ceduto”
Alcuni testimoni hanno raccontato di aver udito un boato assordante, paragonabile a un tuono, pochi secondi prima del crollo. Un pescatore che si trovava nelle vicinanze ha riferito ai media locali di aver visto “l’intera collina cedere”, mentre persone correvano e urlavano nel tentativo disperato di mettersi in salvo. Altri presenti avrebbero inizialmente sentito voci provenire da sotto le macerie, prima che i soccorritori fossero costretti a evacuare l’area per il rischio di ulteriori cedimenti.
Soccorsi in condizioni estreme: ricerche anche durante la notte
Le autorità hanno confermato che le operazioni di ricerca e soccorso proseguiranno senza sosta, anche durante la notte. Megan Stiffler, vice comandante nazionale delle squadre di ricerca e soccorso urbano, ha sottolineato come l’ambiente operativo sia “complesso e ad alto rischio”, ribadendo che la priorità resta la sicurezza degli operatori impegnati sul campo, oltre al tentativo di individuare eventuali sopravvissuti.
Due morti a Welcome Bay e Papamoa: l’altra frana fatale
Parallelamente alle ricerche a Mount Maunganui, le autorità hanno confermato il recupero dei corpi di due persone coinvolte in un’altra frana avvenuta nella zona di Welcome Bay, nei pressi di Papamoa, a pochi chilometri di distanza. In questo caso il crollo ha colpito un’abitazione, seppellendo i residenti che erano stati inizialmente dati per dispersi dopo l’evento.
Emergenza nazionale: “una tragedia profonda”
Il primo ministro Christopher Luxon ha espresso il cordoglio del Paese, parlando di una Nuova Zelanda “afflitta dal dolore” per una tragedia definita profonda e devastante. Il ministro per le Emergenze Mark Mitchell ha descritto alcune aree della costa orientale come “una zona di guerra”, con stati di emergenza locali dichiarati in diverse regioni a causa delle piogge torrenziali da record.
Attesa e speranza tra le famiglie dei dispersi
Resta ancora incerto il numero esatto delle persone disperse, anche perché alcuni ospiti del campeggio avrebbero lasciato l’area senza registrarsi dopo il maltempo, complicando il lavoro di ricostruzione delle presenze. La conferma che tra i dispersi ci sia almeno una bambina rende l’attesa ancora più angosciante per le famiglie, mentre con il passare delle ore le speranze di ritrovare superstiti si affievoliscono.
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