Disgusting Food Museum di Malmö: quando il disgusto diventa Cultura
Disgusting Food Museum di Malmö, il museo che sfida il disgusto
Malmö non è solo design nordico e sostenibilità urbana. Nel cuore della città svedese si trova il Disgusting Food Museum, uno dei musei più discussi e sorprendenti d’Europa. Dopo averlo visitato, una cosa è chiara: il ciboè molto più di un semplice sostentamento. È identità, storia, sopravvivenza e, soprattutto, cultura.
Da sempre i cibi curiosi e “strani” provenienti da culture lontane esercitano un fascino irresistibile. Ciò che per alcuni è una delizia, per altri è un gusto acquisito, se non apertamente ripugnante. Eppure, proprio come accade a tavola, anche qui il confine tra disgusto e piacere si rivela sottile. Le differenze culturali spesso ci dividono, ma il cibo ha anche il potere opposto: connettere. Condividere un pasto resta uno dei modi più semplici e potenti per trasformare estranei in amici.
Il disgusto: un’emozione universale (ma soggettiva)
Dal punto di vista evolutivo, il disgusto serve a proteggerci da malattie e alimenti potenzialmente pericolosi. È una delle sei emozioni umane fondamentali. Tuttavia, se l’emozione è universale, non lo sono i cibi che la scatenano. Al museo questo concetto prende forma concreta: ciò che per qualcuno è immangiabile, per altri è una prelibatezza.
Il Disgusting Food Museum invita proprio a questo esercizio mentale: mettere in discussione ciò che consideriamo “commestibile” o “ripugnante”. Una domanda accompagna il visitatore lungo tutto il percorso: cambiare la nostra idea di disgusto potrebbe aiutarci ad accettare i cibi sostenibili del futuro?
80 cibi “disgustosi” da tutto il mondo
La mostra principale presenta circa 80 dei cibi considerati più disgustosi al mondo. I visitatori più coraggiosi possono non solo osservarli, ma anche annusarli e, in alcuni casi, assaggiarli. Dal formaggio più puzzolente del pianeta ai dolci realizzati con sostanze chimiche utilizzate per pulire i metalli, l’esperienza è un continuo confronto con i propri limiti.
Non è solo provocazione. La storia del cibo umano è fatta di creatività estrema: abbiamo imparato a rendere commestibili alimenti velenosi e persino letali. Mangiamo semi che contengono cianuro e animali dotati di organi tossici: molti di questi piatti sono nati come soluzioni disperate in tempi di carestia.
Cibi pericolosi e responsabilità moderne
Una sezione del museo è dedicata agli alimenti naturalmente pericolosi: circa la metà degli oggetti esposti può risultare letale se non preparata correttamente. Ma il messaggio più duro arriva nel confronto finale: questi cibi “naturali” impallidiscono rispetto ai danni causati da prodotti industriali venduti da aziende avide o negligenti, responsabili di malattie, sofferenza e, in alcuni casi, morte. Il Disgusting Food Museum di Malmö non è solo un museo curioso. È un luogo che costringe a riflettere su cosa mangiamo, perché lo mangiamo e su quanto le nostre paure siano spesso culturali più che razionali.
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