CAMBIA LINGUA

Crans-Montana, strage di Capodanno: sei italiani dispersi, 13 feriti. “Corpi carbonizzati, difficile l’identificazione”

Esplosione e incendio durante i festeggiamenti in Svizzera: almeno 47 morti e 112 feriti. Tajani: “Cinque italiani con ustioni gravi”. Attivata l’unità di crisi della Farnesina.

Crans-Montana, strage di Capodanno: sei italiani dispersi, 13 feriti. “Corpi carbonizzati, difficile l’identificazione”.

Crans-Montana, strage di Capodanno: almeno 47 morti e 112 feriti. Italiani coinvolti: 13 in ospedale, 6 dispersi. Tre trasferiti al Niguarda

È una tragedia di proporzioni enormi quella che ha colpito la Svizzera nella notte di Capodanno. A Crans-Montana, prestigiosa località sciistica del Canton Vallese, un’esplosione seguita da un incendio violentissimo ha devastato il bar “Le Constellation”, causando almeno 47 morti e 112 feriti. Le autorità elvetiche hanno dichiarato lo stato di emergenza, mentre proseguono le operazioni di soccorso e le indagini per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto.

L’esplosione si è verificata intorno all’1:30 durante i festeggiamenti per l’arrivo del nuovo anno. Il locale, noto punto di ritrovo della movida turistica e in grado di ospitare fino a 400 persone, al momento dell’incidente avrebbe avuto all’interno circa un centinaio di presenti. In pochi istanti la festa si è trasformata in un inferno: il fuoco si è propagato rapidamente, intrappolando numerosi clienti e rendendo estremamente difficili le vie di fuga.

Tajani, difficoltà ad identificare le vittime: “Difficile identificazione, corpi carbonizzati”

Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani dichiara la difficoltà nell’identificare e dare un nome alle vittime in quanto alcuni corpi sono carbonizzati, inoltre anche i feriti ricoverati negli ospedali essendo gravi ustionati non potendo parlare rende difficile la loro identificazione.

Le operazioni di identificazione delle vittime si preannunciano complesse e lunghe. La Farnesina sottolineando che le vittime non sono identificabili a causa delle gravi ustioni riportate. Proprio per questo, l’attenzione è massima anche sul possibile coinvolgimento di cittadini stranieri e italiani.

Crans-Montana, strage di Capodanno: sei italiani dispersi, 13 feriti. “Corpi carbonizzati, difficile l’identificazione”

Italiani: 13 feriti, 6 dispersi. Tajani: “Cinque con ustioni gravi”

Il bilancio che riguarda i connazionali è grave e in evoluzione. Secondo quanto riferito dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, 13 ragazzi italiani risultano ricoverati in ospedale, cinque dei quali con ustioni gravi, mentre sei persone risultano ancora disperse. La Farnesina ha attivato un’unità operativa per seguire l’emergenza, coordinare le verifiche con le autorità svizzere e garantire assistenza alle famiglie.

Anche l’ambasciatore d’Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, ha confermato che gli italiani dispersi sono al momento sei e che il lavoro di riconoscimento e ricostruzione dei movimenti sarà necessariamente lungo, proprio per la gravità delle lesioni riportate da molte vittime.

Tre pazienti trasferiti in Italia: ricovero al Centro Grandi Ustionati del Niguarda

Sul fronte sanitario italiano, è scattata immediatamente la rete di emergenza. Tre ragazzi italiani coinvolti nel rogo sono stati trasferiti al Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Niguarda di Milano: una ragazza di 29 anni e due ragazzi di 16 anni. Lo ha confermato l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Guido Bertolaso, spiegando che i tre sono arrivati in elicottero, intubati, con ustioni estese (tra il 30% e il 40% del corpo secondo le indicazioni ricevute dall’ospedale di Sion).

Bertolaso ha inoltre precisato che altri due giovanissimi italiani sono ricoverati in Svizzera, uno a Zurigo (una 16enne milanese in coma) e uno a Berna, ma al momento non sono trasportabili per le condizioni critiche.

Per monitorare la situazione, Regione Lombardia ha attivato una squadra specializzata per le ustioni, il cosiddetto “burn assessment team”, che valuterà i pazienti italiani ricoverati negli ospedali svizzeri e stabilirà chi potrà essere trasferito in sicurezza. Parallelamente è stato attivato un supporto psicologico per i familiari dei ricoverati e per i parenti di chi risulta ancora disperso o non identificato.

Il direttore del Centro Ustioni del Niguarda, Franz Wilhelm Baruffaldi Preis, ha aggiornato sul quadro clinico: tra i tre ricoverati, uno presenta ustioni più estese e profonde, mentre gli altri due hanno lesioni meno estese e più superficiali. Il medico ha aggiunto che, secondo le informazioni del pronto soccorso, non risultano traumi da deflagrazione, e che la struttura resta pronta ad accogliere eventuali altri pazienti grazie a una disponibilità che può arrivare a 16-19 postazioni per ustionati, con équipe dedicate.

La ricostruzione: petardo sul controsoffitto e “flashover”

Sulla dinamica, le autorità svizzere e le testimonianze convergono sull’ipotesi principale di un incendio che ha poi generato un’esplosione. Secondo quanto riferito dall’ambasciatore Cornado, l’innesco sarebbe stato un petardo sparato sul controsoffitto del locale. A rendere devastante l’evento sarebbe stato un possibile “flashover”, fenomeno in cui in un ambiente chiuso il calore e i gas di combustione accumulati sotto il soffitto provocano un’accensione improvvisa e simultanea di materiali combustibili, con una propagazione fulminea delle fiamme.

I video del controsoffitto che prende fuoco

Alcuni testimoni hanno raccontato che la porta d’uscita sarebbe stata troppo piccola per consentire l’evacuazione rapida di tutti i presenti e che qualcuno avrebbe rotto una finestra per permettere la fuga. Due giovani francesi, intervistate dai media, hanno invece riferito che l’incendio potrebbe essere partito da candeline accese su bottiglie di champagne e avvicinate troppo al soffitto in legno. Sono elementi che restano al vaglio degli inquirenti: la procuratrice del Canton Vallese, Beatrice Pilloud, ha confermato che i testimoni sono stati ascoltati e che la pista privilegiata è quella di un incendio che ha provocato l’esplosione.

Soccorsi imponenti e ospedali sotto pressione

La risposta dei soccorsi è stata massiccia: dieci elicotteri, 40 ambulanze e 150 soccorritori sono stati inviati sul posto. Molti feriti presentano ustioni gravi, e diversi sono stati trasferiti in strutture di riferimento, tra cui l’ospedale universitario di Losanna, dove sarebbero stati ricoverati 22 pazienti ustionati. Il reparto di terapia intensiva dell’ospedale del Vallese risulta al completo, secondo quanto riferito dalle autorità cantonali.

A supporto, anche dall’Italia è arrivato un contributo operativo: una squadra del soccorso alpino valdostano è stata inviata a Crans-Montana con elicottero della Protezione civile regionale, con tecnici e un medico.

Solidarietà europea e cordoglio delle istituzioni italiane

La tragedia ha suscitato reazioni immediate ai massimi livelli. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha espresso dolore e solidarietà, annunciando collaborazione con le autorità svizzere per fornire assistenza medica anche attraverso il Meccanismo di Protezione Civile dell’Ue.

In Italia, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso “profonda tristezza” e un pensiero alle famiglie delle vittime, augurando pronta guarigione ai feriti. Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha manifestato cordoglio a nome del Governo, seguendo l’evoluzione della situazione in contatto con il ministro Tajani e con le strutture impegnate sul campo.

Stato di emergenza e misure simboliche: bandiere a mezz’asta e stop agli eventi

Il Canton Vallese ha dichiarato lo stato di emergenza per coordinare risorse e interventi in un’operazione che, hanno spiegato le autorità, “durerà a lungo”. A Berna le bandiere resteranno a mezz’asta per cinque giorni, mentre a Crans-Montana sono state disposte la chiusura delle discoteche e l’annullamento di alcuni eventi e concerti programmati nei giorni successivi.

Numeri utili e assistenza alle famiglie

Per i familiari delle vittime e dei dispersi è stato allestito un punto di raccolta presso il centro congressi “Le Regent”. La polizia cantonale ha attivato anche una helpline contattabile dall’Italia al numero +41848112117.

Intanto, mentre Crans-Montana si risveglia sotto shock, resta aperto il nodo più drammatico: l’identificazione delle vittime e la ricerca dei dispersi, tra cui sei cittadini italiani.

Lombardia attiva il piano maxi emergenze: tre giovani italiani trasferiti al Niguarda

La Regione Lombardia si è mobilitata fin dalle prime ore del mattino. A confermarlo è il presidente della Regione, Attilio Fontana, che ha annunciato l’immediata attivazione del piano di maxi emergenze lombardo, in coordinamento con le autorità svizzere e con la Farnesina.

“Dalle prime ore del mattino è stato attivato il piano di maxi emergenze lombardo”, ha spiegato il governatore, sottolineando la gravità dell’evento e la necessità di una risposta sanitaria e organizzativa rapida. Nelle stesse ore, tre cittadini italiani coinvolti nella tragedia sono stati trasferiti in Italia e ricoverati presso il Centro Grandi Ustioni dell’ospedale Niguarda di Milano, una delle strutture di riferimento a livello nazionale ed europeo per il trattamento delle ustioni gravi.

Si tratta, come precisato dallo stesso Fontana, di una ragazza di 29 anni e due giovani di 16 anni, arrivati a Milano con trasferimento in elisoccorso dalla Svizzera. I tre pazienti sono stati immediatamente presi in carico dall’équipe specializzata del Niguarda, che opera in stretto raccordo con la rete dell’emergenza regionale e con le strutture sanitarie elvetiche.

“La Lombardia segue la situazione a stretto contatto con le autorità svizzere”, ha aggiunto il presidente Fontana, ribadendo la piena disponibilità della Regione a garantire tutto il supporto necessario, sia sul piano sanitario sia su quello organizzativo. Un impegno che si inserisce in un più ampio quadro di collaborazione internazionale, reso necessario dall’eccezionale gravità dell’incidente e dal coinvolgimento di numerosi cittadini stranieri, tra cui diversi italiani.

Fontana ha rivolto anche un appello alle famiglie che non hanno ancora notizie dei propri cari: “Rinnoviamo l’invito a mettersi in contatto con la Farnesina”, ha detto, ricordando il ruolo centrale dell’Unità di crisi del Ministero degli Esteri nel coordinamento delle informazioni e nell’assistenza ai familiari delle vittime e dei dispersi.

“La nostra vicinanza va alle famiglie delle vittime e a tutti i giovani coinvolti in questa tragedia”, ha concluso Fontana, unendosi al cordoglio espresso nelle ultime ore da numerose istituzioni italiane ed europee.

Segui La Milano sul nostro canale Whatsapp

Riproduzione riservata © Copyright La Milano

×