Crans-Montana, strage di Capodanno: identificate le prime vittime italiane mentre prosegue l’inchiesta sul rogo.
Tragedia a Crans-Montana, riconosciuti i primi giovani italiani morti nell’incendio di Capodanno: famiglie informate, dolore e attesa di verità
Crans-Montana, strage di Capodanno: identificate le prime vittime italiane mentre prosegue l’inchiesta sul rogo.
Nel dramma di Crans-Montana è arrivata nelle ultime ore la notizia più temuta: sono state ufficialmente identificate le prime vittime italiane dell’incendio. Si tratta dei sedicenni Giovanni Tamburi, bolognese, Achille Barosi, milanese, ed Emanuele Galeppini, 17 anni, originario di Rapallo, ma residente a Dubai. Le famiglie sono state informate dalle autorità elvetiche e dalla diplomazia italiana. Un colpo durissimo per le comunità di provenienza dei ragazzi, travolte da un dolore improvviso e lacerante per giovani vite spezzate durante quella che doveva essere una notte di festa.
Il bilancio ancora provvisorio della tragedia
Il bilancio complessivo resta drammatico e in parte ancora provvisorio. Le autorità svizzere parlano di 40 morti, mentre la Farnesina ne conta 47. I feriti sono 121, alcuni dei quali ricoverati in ospedali di diversi Paesi. Gli italiani feriti risultano essere 14, con nove già rimpatriati e ricoverati in strutture sanitarie italiane. Le operazioni di identificazione proseguono, anche attraverso esami del Dna, e potrebbero richiedere ancora tempo per alcuni corpi gravemente compromessi dall’incendio.
Il ruolo dell’Italia e l’assistenza ai feriti
L’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado ha confermato l’identificazione delle vittime italiane e ha assicurato il massimo impegno delle istituzioni. A Crans-Montana è operativa un’unità di crisi del consolato generale di Ginevra, in collegamento con la Farnesina, mentre il Dipartimento nazionale della Protezione civile italiana è presente con sanitari e psicologi dell’emergenza per assistere feriti e familiari.
Il Comune si costituisce parte civile e consegna gli atti alla Procura
Il Comune di Crans-Montana ha deciso di costituirsi parte civile nel procedimento penale aperto dopo il devastante incendio di Capodanno. Una scelta che consente all’amministrazione comunale di partecipare attivamente all’accertamento delle responsabilità e di contribuire all’analisi completa dei fatti. In serata sono stati consegnati alla Procura generale del Cantone Vallese tutti gli atti relativi ai controlli amministrativi e di sicurezza effettuati nel locale negli anni precedenti al rogo, ora al vaglio degli inquirenti.
L’inchiesta penale e la linea della Procura del Vallese
A coordinare l’indagine è la procuratrice generale Béatrice Pilloud, che ha ribadito come l’inchiesta resti aperta a ogni ipotesi. «Nessuna pista viene abbandonata», ha spiegato, confermando che il fascicolo è in piena fase di analisi e che le verifiche si estendono dalle autorizzazioni alle condizioni di sicurezza del locale fino alla dinamica dell’incendio, partito – secondo le prime ricostruzioni – dalle candele inserite nelle bottiglie decorative.
I proprietari del locale indagati per omicidio e incendio colposi
Nel registro degli indagati figurano i proprietari francesi del locale, Jacques Moretti e Jessica Moretti, accusati di omicidio colposo per negligenza, lesioni personali colpose e incendio colposo. I due hanno sempre sostenuto che il disco-bar fosse “in regola”, citando tre ispezioni avvenute negli ultimi dieci anni. Una versione che ora viene messa a confronto con la documentazione acquisita e con le testimonianze di chi ha effettuato i controlli di idoneità.
Licenze e sicurezza sotto la lente degli inquirenti
Tra i punti più delicati dell’indagine vi è la verifica delle licenze in possesso del locale. Dalla visura camerale emergerebbe un’autorizzazione per attività di ristorazione e vendita di bevande, mentre resta da chiarire se fosse necessaria anche una licenza specifica per l’attività da ballo. Gli investigatori intendono accertare se l’affollamento del locale, la disposizione degli arredi e la presenza di uscite di emergenza fossero compatibili con le norme di sicurezza vigenti.
Temperature estreme e dinamica del rogo
Dai rilievi tecnici emerge un particolare sconvolgente: quando le fiamme hanno avvolto soffitti e arredi, all’interno del locale si sarebbero raggiunte temperature superiori ai 500 gradi. Una condizione che avrebbe reso quasi impossibile la fuga, alimentando interrogativi pesanti sull’adeguatezza delle vie di uscita e sui sistemi di sicurezza presenti.
Omaggio alle vittime e impegno a fare piena luce
Nei pressi delle macerie del locale, trasformate in un luogo di memoria, le autorità svizzere hanno reso omaggio alle vittime, impegnandosi pubblicamente ad accertare ogni responsabilità. La strage di Capodanno a Crans-Montana resta una ferita aperta, soprattutto per le famiglie dei tanti giovani coinvolti, in attesa di verità e giustizia.
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