Crans-Montana, salgono a quattro gli indagati per il rogo di Capodanno: sotto inchiesta anche il capo della sicurezza comunale
Incendio a Crans-Montana, l’inchiesta si allarga: indagato anche il capo della sicurezza comunale
L’inchiesta sul devastante incendio di Capodanno al bar-discoteca Le Constellation, a Crans-Montana, continua ad allargarsi. Dopo i proprietari del locale, i coniugi Jacques e Jessica Moretti, e un ex funzionario comunale, anche l’attuale responsabile del servizio di pubblica sicurezza del Comune risulta ora formalmente iscritto nel registro degli indagati. Il bilancio della tragedia resta drammatico: 40 vittime, molte delle quali giovanissime, e 116 feriti, tra cui diversi cittadini italiani.
L’indagine si estende ai vertici della sicurezza comunale
Secondo quanto riferito dai media svizzeri, il quarto indagato è Christophe Balet, capo del dipartimento di Pubblica Sicurezza di Crans-Montana, che sarà interrogato dalla Procura di Sion il 6 febbraio. La sua posizione è legata in particolare alla gestione e alla trasmissione dei dossier amministrativi e urbanistici relativi al locale andato a fuoco. La Procura vallesana ha inoltre riconvocato Jacques Moretti e Jessica Maric a Sion il 10 e l’11 febbraio per nuovi interrogatori nell’ambito di un procedimento che ipotizza i reati di omicidio colposo, incendio colposo e lesioni.
Il nodo dei fascicoli e dei controlli mancati
Dagli atti dell’inchiesta emerge una ricostruzione dettagliata dei giorni immediatamente successivi alla strage. Il primo gennaio la Procura vallese aveva chiesto a Balet l’immediata consegna del dossier sul Le Constellation. Il materiale è stato trasmesso il 3 gennaio, seguito da ulteriore documentazione inviata via mail e da un fascicolo supplementare consegnato personalmente dopo una segnalazione del sindaco Nicolas Féraud. Solo il 6 gennaio gli inquirenti si sono recati anche presso i Vigili del Fuoco cantonali per acquisire il loro incartamento, mentre il verbale dell’intervento della notte del rogo non risultava ancora agli atti.
Le responsabilità del Comune sotto la lente della Procura
Il cuore dell’indagine riguarda ora le presunte carenze nei controlli sugli esercizi pubblici. Secondo gli investigatori, dal 2019 al giorno della tragedia il bar-discoteca non sarebbe stato sottoposto a ispezioni di sicurezza, nonostante in passato fossero state segnalate criticità. Le uscite di emergenza chiuse o ostruite, l’assenza di segnaletica e l’utilizzo di materiali non ignifughi sul soffitto sono elementi che, se verificati per tempo, avrebbero potuto evitare o limitare le conseguenze del rogo.
Cooperazione giudiziaria tra Svizzera e Italia
Parallelamente, la Svizzera ha annunciato il via libera alla costituzione di squadre investigative comuni con l’Italia. Come chiarito dall’Ufficio federale di giustizia, il Ministero pubblico del Cantone del Vallese darà seguito alla richiesta italiana entro la fine della settimana, consentendo indagini congiunte senza la necessità di continue rogatorie. Una procedura prevista dalla Convenzione europea di assistenza giudiziaria e ritenuta essenziale per fare piena luce su una tragedia che ha coinvolto vittime di più Paesi.
Le reazioni politiche e la richiesta di giustizia
Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha escluso tensioni diplomatiche tra Roma e Berna, ribadendo, però, la necessità di arrivare rapidamente a verità e responsabilità. “Non c’è stato alcun incidente diplomatico, ma pretendiamo giustizia”, ha sottolineato, facendo eco al sentimento diffuso in Italia dopo la scarcerazione su cauzione di uno dei gestori del locale.
Una nuova fase dell’inchiesta sulla strage di Capodanno
Con l’iscrizione del quarto indagato e l’avvio della cooperazione internazionale, l’inchiesta entra in una fase decisiva. L’obiettivo della Procura di Sion è chiarire se e in che misura le omissioni nei controlli comunali abbiano contribuito alla tragedia della notte di San Silvestro. Un passaggio cruciale non solo per accertare le responsabilità penali, ma anche per restituire risposte alle famiglie delle vittime e ai numerosi feriti che ancora oggi portano i segni di una delle più gravi tragedie avvenute negli ultimi anni in Svizzera.
Riproduzione riservata © Copyright La Milano

