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Crans-Montana, interrogati i proprietari del Constellation nel giorno del lutto nazionale: Svizzera ed Europa unite nel ricordo delle vittime

Dal primo interrogatorio dei coniugi Moretti a Sion al minuto di silenzio in tutta la Confederazione: a Martigny la commemorazione con Mattarella e Macron mentre l’inchiesta si allarga anche in Italia.

Crans-Montana, interrogati i proprietari del Constellation nel giorno del lutto nazionale: Svizzera ed Europa unite nel ricordo delle vittime

È una giornata cruciale sul fronte giudiziario quella che si apre in Svizzera per la strage di Capodanno a Crans-Montana. Jacques e Jessica Moretti, proprietari del bar-discoteca Le Constellation, sono stati ascoltati per la prima volta in qualità di indagati dal Ministero pubblico del Canton Vallese, negli uffici della procura di Sion. La coppia, arrivata scortata da una massiccia presenza di polizia e accompagnata dai propri legali, non ha rilasciato dichiarazioni. L’inchiesta coordinata dalla procuratrice generale Béatrice Pilloud ipotizza i reati di omicidio colposo, incendio colposo e lesioni personali colpose per la morte di 40 giovani e il ferimento di oltre cento persone.

Crans-Montana, interrogati i proprietari del Constellation nel giorno del lutto nazionale: Svizzera ed Europa unite nel ricordo delle vittime

L’indagine e i video sotto esame

Gli investigatori stanno analizzando un ampio materiale probatorio, comprese immagini di videosorveglianza che, secondo indiscrezioni, mostrerebbero Jessica Moretti allontanarsi dal locale durante le fasi concitate dell’incendio con la cassa in mano. Un elemento che, se confermato, potrebbe assumere rilievo nell’accertamento delle responsabilità. L’udienza odierna, secondo quanto riferito dai media svizzeri, è incentrata soprattutto sulla situazione personale ed economica della coppia, mentre l’analisi tecnica sulle cause del rogo e sulle eventuali violazioni delle norme di sicurezza prosegue parallelamente.

Il lutto nazionale e la commemorazione a Martigny

Mentre la magistratura lavora, l’intera Svizzera si ferma per ricordare le vittime. Oggi è stato proclamato il lutto nazionale e il momento centrale delle commemorazioni si tiene a Martigny, nel Centro esposizioni e congressi della città. Alla cerimonia ufficiale partecipano numerosi capi di Stato e delegazioni internazionali, tra cui il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il presidente francese Emmanuel Macron. Alle 14 in punto, le campane delle chiese di tutta la Confederazione suoneranno all’unisono, seguite da un minuto di silenzio osservato in ogni cantone.

La messa e il raccoglimento religioso

Accanto alla cerimonia civile, il ricordo delle giovani vittime assume anche una forte dimensione spirituale. Il cardinale Baldassarre Reina celebra una messa in suffragio dei ragazzi deceduti nel rogo, alla presenza delle massime autorità italiane. A Roma, nella Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso, partecipano la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, esponenti del governo, delle istituzioni e delle opposizioni, in un momento definito di unità nazionale nel dolore.

L’inchiesta italiana e il coordinamento internazionale

La tragedia di Crans-Montana ha aperto un fronte giudiziario anche in Italia. La Procura di Roma ha avviato un fascicolo per omicidio colposo plurimo e incendio colposo, competente per i reati commessi all’estero che coinvolgono cittadini italiani. L’inchiesta capitolina si affianca a quelle già aperte in Svizzera e in Francia, delineando un quadro investigativo internazionale volto a chiarire eventuali responsabilità penali e omissioni nei controlli di sicurezza del locale.

I feriti e l’assistenza sanitaria

Intanto resta alta l’attenzione sulle condizioni dei feriti. Diversi giovani sono ancora ricoverati in Svizzera e in altri Paesi europei, tra cui l’Italia. All’ospedale Niguarda di Milano i medici parlano di una situazione clinica stabile, seppur grave per alcuni pazienti con ustioni estese e danni polmonari da inalazione di fumo, che necessitano di supporto respiratorio e restano in prognosi riservata.

Una ferita aperta per l’Europa

La strage di Capodanno a Crans-Montana si configura come una delle più gravi tragedie collettive avvenute negli ultimi anni in una località turistica europea. Mentre la giustizia cerca di fare piena luce sulle responsabilità, il lutto nazionale e le commemorazioni restituiscono l’immagine di un continente unito nel dolore, nel ricordo delle vittime e nell’impegno, ribadito dalle autorità svizzere ed europee, affinché una simile tragedia non si ripeta.

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