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Crans-Montana, identificate tutte le sei vittime italiane: rientreranno in Italia con un volo di Stato

Crans-Montana, concluse le identificazioni delle vittime italiane: giovani tra i 15 e i 17 anni. Cornado: “Tragedia evitabile”

Crans-Montana, identificate tutte le sei vittime italiane: rientreranno in Italia con un volo di Stato.

È stato completato il riconoscimento delle sei vittime italiane della strage di Capodanno a Crans-Montana, dove un incendio devastante ha colpito il bar Le Constellation, causando decine di morti e feriti. A confermarlo è stato l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, che ha annunciato la conclusione delle operazioni di identificazione, rese estremamente complesse dalle condizioni dei corpi e dalle gravi ustioni riportate.

Il bilancio delle vittime identificate sale a 25 persone, tra cui appunto sei cittadini italiani, in gran parte giovanissimi. Dopo giorni di accertamenti, alcuni dei quali effettuati tramite analisi del DNA, è stato possibile dare un nome a tutte le vittime italiane coinvolte in una delle più gravi tragedie recenti avvenute in Svizzera.

Le sei vittime italiane: nomi e identità

Secondo quanto riferito dalle autorità diplomatiche, le vittime italiane accertate sono:

  • Giovanni Tamburi, 16 anni, bolognese
  • Achille Barosi, 16 anni, milanese
  • Emanuele Galeppini, quasi 17 anni, genovese
  • Chiara Costanzo, 16 anni, milanese
  • Sofia Prosperi, 15 anni, italo-svizzera
  • Riccardo Minghetti, 16 anni, romano

Le ultime due identificazioni hanno completato il tragico elenco. Alcuni dei ragazzi, come confermato dalla Farnesina, sono stati riconosciuti esclusivamente attraverso il DNA, a causa delle condizioni gravissime in cui sono stati ritrovati.

Il rientro in Italia e le condizioni dei feriti

Le salme delle vittime italiane rientreranno in Italia con un volo di Stato, mentre prosegue la gestione dei feriti più gravi. È già arrivato all’ospedale Niguarda di Milano il sedicenne Kean Talingdan, mentre Leonardo Bove sarà trasferito nelle prossime ore. Le loro condizioni restano critiche e l’attenzione sanitaria è massima.

Le indagini e le polemiche sui controlli

Intanto, in Svizzera si accende il dibattito sulle responsabilità e sui controlli di sicurezza. Il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, ha respinto le accuse di lassismo, affermando che il Comune non avrebbe adottato “un approccio permissivo” nelle ispezioni dei locali pubblici. Nel Canton Vallese, i controlli antincendio sono affidati ai Comuni e dovrebbero essere annuali per edifici aperti al pubblico.

Dichiarazioni che contrastano però con quanto sostenuto dal proprietario del bar Le Constellation, Jacques Moretti, secondo cui il locale sarebbe stato ispezionato “tre volte in dieci anni”. Una discrepanza che ha alimentato le polemiche e spinto il Comune di Crans-Montana ad annunciare la volontà di costituirsi parte civile nel procedimento penale contro i proprietari del locale.

Cornado: “Non una disgrazia, ma una tragedia evitabile”

Parole durissime sono arrivate dall’ambasciatore Cornado, intervenuto durante la cerimonia di commemorazione delle vittime:

“Esistono le disgrazie, ma questa non è stata una disgrazia. È stata una tragedia evitabile. Sarebbero bastati un po’ di prevenzione e un minimo di buon senso”.

Un’affermazione che riassume il sentimento di dolore e indignazione che accompagna queste ore, mentre le famiglie delle vittime attendono il rientro dei loro cari e l’opinione pubblica chiede verità e giustizia su quanto accaduto nella notte di Capodanno.

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