Piacenza, nuova scuola secondaria all’ex Laboratorio Pontieri e riqualificazione di Porta Borghetto

Il Comune ottiene 8 milioni di finanziamenti per gli interventi di riqualificazione e rigenerazione urbana. “Proseguiamo lo sviluppo strategico della città del futuro”

Piacenza, “riqualificazione e rifunzionalizzazione del comparto Sud dell’ex Laboratorio Pontieri di Piacenza in uno spazio innovativo per la formazione secondaria di primo grado” e “Riqualificazione Porta Borghetto”: si tratta di altri due progetti strategici per lo sviluppo dell’area nord della città su cui l’Amministrazione Barbieri ha puntato, inserendoli lo scorso maggio nel programma dei lavori pubblici, e che hanno ottenuto il finanziamento di 8 milioni di euro richiesto, nell’ambito degli interventi di rigenerazione urbana di cui al Decreto n. 56 del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, con il Ministro dell’interno e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.

“E’ una notizia davvero importante per la città – commentano il Sindaco Patrizia Barbieri, il Vice Sindaco Elena Baio e l’Assessore all’Urbanistica, Erika Opizzi – perché questi due interventi, che proseguono il piano di sviluppo strategico che stiamo attuando, permetteranno di realizzare una significativa riqualificazione e rifunzionalizzazione dell’area Nord di Piacenza, tra il Po e il centro storico, e sono volti al miglioramento della qualità urbana e dei servizi offerti alla cittadinanza, con una particolare attenzione agli studenti e ai nostri giovani, che sono il nostro presente e il nostro futuro”.

Il primo dei due progetti, finanziato con un contributo di 5.480.000 euro (a cui si aggiungerà un cofinanziamento comunale di 270mila euro), prevede la rifunzionalizzazione di un ex edificio militare dismesso – appartenente al comparto dell’ex Laboratorio Pontieri di Piacenza – in un innovativo spazio formativo adatto ad ospitare tre sezioni di una scuola secondaria di primo grado e relativi servizi. “Si tratta – commentano Barbieri, Baio e Opizzi – di un ulteriore tassello dell’ambizioso progetto di creazione di un Campus scolastico nell’area dell’ex Laboratorio Pontieri, che ha già visto qui la realizzazione di due palestre da parte della Provincia e che prosegue nell’ambito del protocollo sottoscritto tra Comune e Provincia di Piacenza.

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La riqualificazione e rifunzionalizzazione di questo edificio permetterà di integrare il Masterplan di rigenerazione di questo comparto, continuando a realizzare quella strategica e fondamentale cucitura tra il Po e la città e fornendo strutture e servizi scolastici all’avanguardia e spazi di socializzazione, aula magna e agorà, per i nostri giovani. La fase pandemica ha reso infatti ancora più urgente lo studio e la realizzazione di spazi scolastici ampi e moderni, al di là dei numeri della popolazione scolastica, e questo intervento, integrato nel progetto del Campus, va decisamente in questa direzione. Accanto agli uffici, il ringraziamento va per la collaborazione al Politecnico, in particolare con la professoressa Sara Protasoni. E, inoltre, al dott. Riccardo Demicheli di Avalon Srl per la consulenza su entrambi”.

Il progetto prevede la rigenerazione e rifunzionalizzazione di un edificio dismesso di 2500 metri quadrati di superficie composto di due corpi, che verrà in parte modificato nella sagoma e volume e una trasformazione degli spazi interni e, in parte, con un intervento di demolizione e ricostruzione.

“Il risultato di questa operazione architettonica – si legge nella scheda progettuale – è un blocco edilizio la cui rigenerazione è da intendersi come una complessa operazione tecnologica e di rinnovamento impiantistico, volta a creare una struttura scolastica avanzata sia dal punto delle dotazioni, che dell’immagine architettonica. Si tratta di un processo che mette al centro da una parte il comfort degli spazi interni così come quelli aperti, dall’altra la sostenibilità energetica”.

Per quanto riguarda Porta Borghetto – si legge nella relazione – la proposta progettuale “si misura con il riuso del manufatto storico, con le sue pertinenze, con il segno storico delle mura farnesiane e questo con il vallo e la città storica. Pertanto, laddove è possibile, il “manufatto storico” si dovrà aprire ai vuoti circostanti determinando continuità, relazioni con le piazzette circostanti, le strade, il pubblico passeggio e il vallo”.

“Il progetto – spiegano Barbieri, Baio e Opizzi – è di inserire su quest’area un mix di soluzioni che offra al quartiere e alla città nuovi servizi e opportunità, dall’area eventi a sala conferenze, da biblioteca a sala riunioni, centro studi e coworking. Anche questo è un intervento strategico per lo sviluppo della città, con una significativa attenzione alla rigenerazione urbana e alla rifunzionalizzazione di spazi dismessi. Un grazie di cuore per il progetto va in questo caso a Urbania srl e al prof. arch. Vincenzo Emilio Zucchi”.

L’intervento, che ha ottenuto un finanziamento di 2.450.000 euro (a cui si aggiungerà un cofinanziamento di 270mila euro) prevede la rifunzionalizzazione degli spazi, con la sostituzione della copertura ormai fatiscente e la realizzazione di una vera e propria piazza ad uso collettivo coperta, capace di mettere in relazione i due corpi di fabbrica. Il manufatto Porta Borghetto e i due manufatti confinanti verranno ristrutturati, mentre il fabbricato a corte verrà demolito e ricostruito


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