Lavoro nero, cinque casi individuati dalla Polizia Locale di Modena

Gli esiti di controlli effettuati dalla Polizia locale di Modena negli ultimi due mesi. Le irregolarità sono state segnalate all’Ispettorato del lavoro e all’Agenzia delle Entrate

Barista da oltre un anno in un bar che però non lo aveva mai assunto; facchino in una ditta di traslochi con cui non aveva un contratto di lavoro e ancora commesso al mercato ambulante e anche in questo caso in modo del tutto irregolare; alla lista non manca pure un addetto alle consegne anch’egli occupato irregolarmente e una persona che addirittura gestiva una rivendita alimentare senza avere un rapporto di lavoro regolare.

Sono tutti casi segnalati negli ultimi due mesi dalla Polizia locale di Modena all’Ispettorato del lavoro oltre che all’Agenzia delle Entrate. I cinque casi di lavoratori “in nero” sono stati accertati dal Nucleo Antievasione e Tributi di via Galilei nel corso di altre attività o durante controlli realizzati sulla base di segnalazioni.

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Differenti le età e nazionalità dei cittadini interessati, dal cittadino moldavo che svolgeva lavoro di facchinaggio raggiunto dagli operatori della Polizia locale mentre scaricava finestre nella zona di viale Gramsci al 21enne italiano che in scooter consegnava pizze a domicilio per una pizzeria nella zona sud della città. Oltre ad occupare in modo irregolare il “rider”, i controlli del Nat hanno appurato che l’esercizio non aveva nemmeno chiesto l’autorizzazione per le insegne e il titolare è stato pertanto anche sanzionato per 441 euro con l’obbligo di rimuovere le insegne irregolari.

Tra i lavoratori in nero emersi c’è anche un over 50enne di nazionalità italiana impiegato come barista in un locale del centro da oltre un anno e un 40enne bengalese che in zona musicisti gestiva da solo una rivendita di prodotti alimentari, senza che il proprietario fosse nemmeno presente. E solo dopo i controlli da parte della Polizia locale, è arrivato il titolare del banco ambulante di indumenti in cui al mercato del lunedì l’attività di commesso era svolta da un 40enne del Senegal senza contratto di lavoro.

Saranno ora l’Ispettorato del Lavoro e l’Agenzia delle Entrate a svolgere i necessari approfondimenti e a prendere provvedimenti nei confronti dei soggetti e dei titolari delle attività che si servivano di personale non in regola. I cinque casi di lavoro nero scoperti fanno parte delle complessive 130 segnalazioni che il Nucleo Antievasione e Tributi ha inviato nei primi nove mesi del 2021.


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