Milano, il MUDEC riapre al pubblico con una nuova mostra: “Qhapaq Ñan. La grande strada Inca”

Milano, A volte dalle crisi nascono le opportunità. 

Nonostante i mesi appena trascorsi, così complessi, e le difficoltà causate dall’emergenza Covid che ha modificato pesantemente la quotidianità lavorativa anche dei musei, il lavoro di ricerca e di studio del Mudec non si è mai fermato, e anzi l’impegno di tutto lo staff scientifico del museo ha permesso di accelerare un processo – già previsto e in corso da tempo – di riflessione ed evoluzione del lavoro di studio, conservazione e divulgazione, dando di fatto una spinta culturale innovativa che oggi si è concretizzata in un nuovo progetto espositivo. 

  

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Il Mudec riapre dunque al pubblico martedì 9 febbraio, e lo fa presentando ai visitatori la nuova mostra archeologica “Qhapaq Ñan. La grande strada Inca”, visitabile con i nuovi orari del museo da martedì a venerdì, dalle ore 10 alle 19:30 (ultimo ingresso 30 minuti prima). 

La mostra è il risultato del lavoro di studio e di ricerca che il Museo delle Culture porta avanti dal 2015, sia sul campo attraverso campagne di scavo su una serie di siti Inca provinciali in Argentina, sia nei depositi del museo dove ha sede un’importante collezione di reperti imperiali, alcuni dei quali verranno presentati e raccontati al pubblico attraverso questa mostra per la prima volta. 

La mostra rimarrà visitabile – con ingresso libero senza prenotazione – fino al 25 aprile 2021

Con la riapertura del 9 febbraio il pubblico non potrà momentaneamente visitare la Collezione Permanente, perché le sale che al primo piano hanno ospitato per i primi cinque anni l’allestimento “Oggetti d’Incontro” sono in fase di riallestimento, in vista della nuova veste espositiva della Collezione, che sarà pronta ad accogliere i visitatori a maggio 2021

Si conclude a febbraio infatti la prima tappa del viaggio del Museo delle Culture, dopo cinque anni di intense e appassionanti attività, che hanno visto il coinvolgimento di un gran numero di visitatori e il sostegno entusiasta di numerosi studiosi, appassionati e di tante istituzioni partner. 

 


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