Lecco, Giorno del Ricordo: da oggi in biblioteca e online la bibliografia dedicata

Lecco, In occasione della ricorrenza istituzionale del 10 febbraio, il “Giorno del Ricordo”, nata per conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale, il Comune di Lecco propone una bibliografia a tema che comprende testi che raccontano e testimoniano orrori da non dimenticare.

I volumi raccolti per l’occasione sono esposti presso la Biblioteca civica U. Pozzoli di Lecco, oltre che evidenziati a partire dalla homepage del catalogo online a questo collegamento  già a partire da oggi e fino a venerdì 12 febbraio.

La biblioteca è aperta dal lunedì al venerdì dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 14 alle 18:30 e in questa fase (zona gialla) l’accesso è consentito anche senza prenotazione e regolamentato dalle disposizioni di prevenzione e contenimento del contagio in vigore. Per maggiori informazioni sul prestito è possibile chiamare il numero 0341 481122 o scrivere a [email protected].

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“Il Giorno del Ricordo è una ricorrenza nazionale, istituita dal Parlamento italiano nel 2004 – sottolineano il sindaco di Lecco Mauro Gattinoni e il vicesindaco, con delega alla cultura, Simona Piazza -.  In questa giornata il nostro compito è quello di fare memoria di una drammatica pagina della nostra storia, per tempo dimenticata, della quale sono state vittime molti italiani d’Istria, Dalmazia e Venezia Giulia, perseguitati, costretti alla fuga o puniti con l’atroce morte nelle foibe. Si tratta di una ricorrenza dolorosa, che la nostra città ricorda con la dedicata “Riva ai Martiri delle Foibe” e con momenti di approfondimento, testimonianza, conoscenza. Perché, come ha detto il nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell’ultimo Giorno del Ricordo, “questi eventi ci insegnano che l’odio la vendetta, la discriminazione, a qualunque titolo esercitati, germinano solo altro odio e violenza”. Riconoscere la tragicità di questi avvenimenti vuol dire innanzitutto riconoscere la “dignità della memoria” a chi non c’è più e alle loro famiglie che a lungo hanno lottato per far conoscere quanto accaduto”.


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