Il Ministero della Cultura rafforza il proprio impegno a favore della rigenerazione urbana e sociale delle periferie, delle aree interne e dei territori svantaggiati attraverso un nuovo strumento di sostegno alla cultura contemporanea. L’obiettivo è trasformare i luoghi più fragili del Paese in spazi di produzione culturale, partecipazione civica e coesione sociale, valorizzando il ruolo dei musei statali come presìdi attivi di sviluppo territoriale.
Il bando “Il Museo rigenera – Edizione Fotografia”
In questo quadro si inserisce il bando “Il Museo rigenera – Edizione Fotografia”, promosso dalla Direzione generale Creatività contemporanea e pienamente coerente con il Piano Olivetti, fortemente sostenuto dal ministro Alessandro Giuli. L’iniziativa punta a utilizzare il linguaggio universale della fotografia come strumento di racconto, analisi e trasformazione dei contesti urbani complessi, incentivando il coinvolgimento diretto delle comunità locali nei processi culturali.
Risorse economiche e obiettivi del provvedimento
Il bando mette a disposizione risorse complessive pari a 825.000 euro, destinate a finanziare progetti capaci di coniugare qualità artistica, impatto sociale e radicamento territoriale. L’intento è sostenere interventi che non si limitino alla produzione di eventi o opere, ma che generino percorsi duraturi di rigenerazione urbana attraverso pratiche culturali condivise.
I destinatari e il quadro strategico 2024–2026
L’iniziativa si colloca nell’ambito del Piano strategico per lo sviluppo della fotografia in Italia e all’estero 2024–2026 ed è rivolta esclusivamente ai musei e ai luoghi della cultura statali afferenti al MiC. Possono partecipare le istituzioni che curano collezioni dedicate all’arte e alla creatività contemporanee oppure che dimostrino una programmazione solida e continuativa in questo ambito. Sono ammessi anche quei soggetti che abbiano già maturato esperienze significative di rigenerazione urbana a carattere culturale in contesti fragili e complessi.
Fotografia come strumento di partecipazione e rigenerazione
Il progetto si fonda sull’idea che la fotografia non sia soltanto un mezzo espressivo, ma anche uno strumento di partecipazione attiva, capace di stimolare nuove narrazioni dei territori e rafforzare il senso di appartenenza delle comunità. Le iniziative dovranno quindi essere strettamente connesse alle specificità sociali, storiche e urbane delle periferie coinvolte, favorendo il dialogo tra artisti, istituzioni culturali e cittadini.
Attività culturali radicate nei territori
Uno degli assi fondamentali del bando riguarda la realizzazione di attività culturali come festival, laboratori e seminari fotografici. Queste iniziative, animate da artisti, fotografi e mediatori culturali, dovranno svilupparsi in modo continuativo e inclusivo, con particolare attenzione alla dimensione sociale e alla partecipazione diretta degli abitanti dei quartieri interessati.
Mostre fotografiche negli spazi pubblici
Un ulteriore ambito di intervento è rappresentato dalla produzione di mostre fotografiche allestite negli spazi pubblici delle periferie. Le esposizioni saranno dedicate al tema della rigenerazione urbana e concepite come strumenti di restituzione collettiva, capaci di rendere visibili i processi di trasformazione e di stimolare una riflessione condivisa sul futuro dei territori.
Nuove opere e patrimonio pubblico
Il bando prevede anche la produzione di nuove opere fotografiche realizzate da artisti contemporanei italiani e internazionali. Questi lavori dovranno nascere attraverso processi partecipativi che coinvolgano direttamente le comunità locali e, una volta conclusi, entreranno a far parte delle collezioni dei musei o dei luoghi della cultura proponenti, contribuendo all’arricchimento del patrimonio pubblico nazionale.
Scadenze e tempi di realizzazione
Le proposte progettuali dovranno essere presentate entro le ore 12.00 del 9 febbraio 2026. Tutte le attività finanziate, comprese le iniziative culturali, le mostre e la produzione delle opere, dovranno essere completate entro il 31 dicembre 2026, nel rispetto del cronoprogramma stabilito dal bando.
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