Cagliari, alla Galleria comunale d’arte la mostra sulla pittrice Lia Drei

Un viaggio tra astrazione, geometria e colore

Cagliari, alla Galleria comunale d’arte la mostra sulla pittrice Lia Drei.

L’incessante ricerca, astratta, geometrica e cromatica, di una delle più importanti artiste italiane del XX secolo, a cento anni dalla sua nascita. Alla Galleria comunale d’arte di Cagliari sarà possibile visitare “Lia Drei – Forme e geometrie di luce”, mostra che attraverso 24 opere provenienti da tutte le fasi della sua produzione, racconta l’evoluzione artistica di Lia Drei e la sua costante indagine nei confronti della percezione forma-colore.

L’esposizione, organizzata dall’Assessorato della Cultura e spettacolo del Comune di Cagliari e dai Musei civici, curata da Teodolinda Coltellaro, è stata presentata stamattina alla stampa e inaugurata dal sindaco Paolo Truzzu, dall’assessora Maria Dolores Picciau.

“Cagliari – ha detto Truzzu – si conferma città che racconta l’arte italiana seguendo percorsi originali e riletture attuali e mai banali. Questa mostra su Lia Drei è particolarmente significativa per la statura dell’artista: personalità poliedrica, femminista ante litteram, protagonista di un appassionato percorso di ricerca che la lega anche alla nostra città grazie al marito Francesco Guerrieri, calabrese di nascita ma cagliaritano d’adozione. La mostra entra così in felice simbiosi con le collezioni permanenti della Galleria comunale e ricorda come Cagliari sia stata negli anni sia una comunità dalle mille idee, varia, mai scontata, mai prevedibile, capace di affermarsi in tutte le arti”.

Anche per l’assessora Picciau “per tracciare una storia delle Neoavanguardie artistiche degli anni Sessanta e Settanta, risulta d’obbligo passare per l’esperienza di una delle principali protagoniste della riflessione teorica sull’applicazione del metodo scientifico all’arte. Non solo. Con la retrospettiva dedicata a Lia Drei a cent’anni dalla nascita, continua il processo di valorizzazione del mondo femminile nelle arti figurative promosso dall’Assessorato alla Cultura e spettacolo del Comune di Cagliari”.

Inoltre, “con questa esposizione – ha aggiunto l’assessora – apriamo le porte a un particolare fermento artistico che negli anni Sessanta animò anche la città di Cagliari, dove la pittrice, insieme a Francesco Guerrieri e a diversi storici dell’arte come Corrado Maltese, eseguì alcune ricerche sulla percezione-forma-colore per l’Università del Capoluogo. Allo stesso tempo lo sguardo corre alla stretta connessione tra le opere dell’artista con la collezione Ugo Ugo, che tra i grandi pionieri della ricerca astratto-geometrica nazionale contempla anche la presenza di Lia Drei. Insomma “ospitare un’artista a tutto tondo e internazionale come Lia Drei significa connettere la nostra città col resto del mondo. La nostra convinzione, infatti, è che solo grazie a una buona politica culturale le energie artistiche, espressive e creative di una città potranno esprimere con successo la loro forza propulsiva”.

Dello stesso tenore anche l’intervento di Enrica Anedda, presidente della Commissione Cultura: “Il programma di iniziative dei musei civici e dell’Assessorato alla Cultura si conferma di grande interesse”, ha rimarcato. “Con mostre di qualità che hanno portato la città all’attenzione nazionale e che danno spazio e visibilità anche agli artisti locali. È particolarmente importante, e l’esposizione che presentiamo oggi è un ulteriore esempio, la costante attenzione verso le donne nell’arte. Lia Drei, anche nella rigorosità delle forme geometriche, riesce a portare una nota femminile che riesce a distinguerla da tutti gli altri astrattisti”.

Nata a Roma nel 1922, figlia del pittore e scultore Ercole Drei, Lia Drei è una straordinaria figura femminile della prima parte del Novecento. Respira e pratica l’arte figurativa fin dai primi anni di vita nello studio del padre a Villa Strohl-Fern, immaginifico luogo d’incontro di tanti percorsi artistici della Capitale; si laurea in Lettere alla Sapienza e si perfeziona alla Columbia University di New York dove poi insegnerà per qualche anno prima di rientrare in Italia; diventa campionessa italiana di nuoto e tuffi dal trampolino; è amante della musica (in mostra è esposta la sua storica chitarra) e studiosa delle problematiche ottiche, dei processi retinici e percettivi. Tutte queste sfaccettature della sua personalità si riversano nella sua produzione artistica, soprattutto a partire dal 1963, quando, dopo aver conosciuto il pittore Francesco Guerrieri che diventerà compagno d’arte e di vita, contribuirà alla costituzione del “Gruppo ‘63” e del binomio “Sperimentale p.”(p. sta per “puro”), nato dalla scissione del “Gruppo ’63”, movimenti artistici sperimentali ormai annoverati a pieno titolo nella storia dell’arte visiva contemporanea.

Il cammino creativo di Lia Drei diventa così ricerca e indagine, concentrate soprattutto sulla percezione e sulla visione. Drei intuisce i limiti della figurazione e inizia a romperne i vincoli sulla tela, appigliandosi alle stratificazioni del colore per creare nuove soluzioni espressive. Si delinea così la sua intensa esperienza astratto-informale, incentrata su nuove strutture della visione che di fatto dà l’avvio a periodi fertili di conquiste linguistiche, di inedite possibilità strutturali di forme e colori, di originale applicazione del metodo scientifico all’arte. Lia Drei – Forme e geometrie di luce restituisce questa costante evoluzione dello sguardo e dell’espressione attraverso 24 opere realizzate dall’inizio degli anni Sessanta fino a poco prima della scomparsa, avvenuta nel 2005.

Per la curatrice della mostra, Teodolinda Coltellaro, “il cammino creativo di Lia Drei può definirsi uno straordinario viaggio nella ricerca, una ricerca mai sazia, indomita, che ne ha indirizzato i passi nei territori dell’arte, fino alla fine. Due termini, viaggio e ricerca che, nell’intento di delinearne lo spessore artistico e umano sostanziale, risultano complementari: l’uno amplifica le connotazioni storico-culturali proprie di un’esistenza, ne qualifica le coordinate operative che di volta in volta ne hanno caratterizzato il lavoro; l’altro identifica l’assunto conoscitivo fondamentale di un discorso sull’arte, sulle sue categorie gnoseologiche, in un ininterrotto e coerente cercare sempre nuove forme e modalità estetiche da esperire”.

L’esposizione alla Galleria comunale d’Arte non vuole solo celebrare il centenario della nascita dell’artista, ma ricordare anche che il percorso di Lia Drei fece tappa anche a Cagliari, dove, negli anni Sessanta la pittrice, insieme a Guerrieri e a diversi storici dell’arte come Corrado Maltese, compì alcune ricerche sulla percezione-forma-colore per l’università del capoluogo. E due sue opere hanno già trovato dimora in città, grazie alla Collezione Ugo Ugo, raccolta di arte contemporanea particolarmente attenta alla ricerca astratta-geometrica, assemblata a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta dall’artista, storico direttore della Galleria Comunale per quasi vent’anni.

“Lia Drei – Forme e geometrie di luce” rimarrà aperta alla Galleria comunale d’Arte dei Giardini pubblici di Cagliari fino al 26 febbraio 2023. Sarà visitabile dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 18. Il costo del biglietto è quello consueto (intero 6 euro, ridotto 3 euro), ma sono previste agevolazioni e ingressi gratuiti per gli aventi diritto.

Per informazioni e prenotazioni telefonare al numero 070.6776454.

In alternativa tramite email all’indirizzo di posta elettronica: [email protected] e

https://sistemamuseale.museicivicicagliari.it/prenotazione-galleria-comunale/

Questo l’indirizzo web dei Musei Civici di Cagliari: https://sistemamuseale.museicivicicagliari.it/galleria-comunale-darte-cagliari/

 

Cagliari, alla Galleria comunale d’arte la mostra sulla pittrice Lia Drei.

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