ASSOLUZIONE PER IL GURU DI APPLE, E’ UN GENIO NON UN MOSTRO!

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È stato assolto per mancanza di nesso tra causa ed effetto. Tuttavia il pubblico è stato “condannato” dalla Corte a uscire più frequentemente di sera con gli amici, usare meno i social e gli smartphone e guardarsi negli occhi. Si è concluso con una piena assoluzione con 446 su 54 voti il processo teatrale a Steve Jobs anima di Apple e inventore del tanto vituperato I Phone che si è svolto, lunedì sera, al Teatro Manzoni.

La Corte presieduta dal giudice del Tribunale di Milano Fabio Roia ha fatto simpaticamente da arbitro tra il Pubblico Ministero che rappresentava l’accusa a Jobs ed era “interpretato” da Klaus Davi, massmediologo, e la difesa sostenuta con passione da Umberto Ambrosoli.

«L’opera di Jobs ha distrutto e sta distruggendo le generazioni con la sindrome della dipendenza da I phone – ha tuonato il pm – e per questo chiedo la condanna a un anno di messa alla prova in una struttura dove sono curati i giovani affetti da nomofobia».

Jobs interpretato dall’imprenditore Artom si è difeso affermando di essere un esteta più che un tecnico e di aver voluto creare uno strumento che potesse aiutare a semplificare la vita.

«È l’uso che se ne fa a determinare la pericolosità o la negatività di questo strumento – ha confermato il suo difensore – non va infatti demonizzato chi lo ha donato all’umanità».

A sostegno dell’accusa due giornalisti specializzati e il presidente degli pricologi lombardi. mentre per la difesa il direttore del Museo della Scienza e della Tecnica e un avvocato esperto di digitale. La conclusione con un abbraccio tra Roia e “Artom-Jobs” è stata più che mai opportuna: «Caro Jobs – ha detto il giudice – la invito comunque a far sì che i prezzi dei suoi strumenti siano meno proibilitivi, altrimenti se dovesse non funzionare più la invito a portarlo a riparare da un cinese che lo fa con 20 euro più che perfettamente, così comprende che non possiamo trasformare in elite chi usa i duoi telefonini! Io stesso farò così».

Articolo di Laura Marinaro


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