A Milano nasce il Muro della Gentilezza per i bisognosi

A Milano si può finalmente toccare con mano la generosità; un sostantivo femminile così astratto, aleatorio, impalpabile diventa ora concreto, reale, da testare e tastare grazie all’avvento del Muro della Gentilezza. A pochi metri dalla Fabbrica del Vapore chi dona può finalmente tendere la mano a chi ha bisogno grazie ad una parete su cui si possono appendere indumenti in disuso, che non si utilizzano più.

Il Muro della Gentilezza diventa così un punto di scambio aperto giorno e notte; un modo alternativo, già testato in luoghi come Pakistan, Cina, Svezia, Roma e Bologna, che permette di abbracciare e riscaldare i meno fortunati. Allestito da associazioni e collettivi che gestiscono Il Tempio del Futuro Perduto, uno spazio culturale occupato, il “wall of kidness” di via Luigi 9, a pochi passi dal Cimitero Monumentale, è l’esempio di come l’uomo sia un animale sociale che sente la necessità di aiutare il prossimo, di indossare le “scarpe” dell’altro e percorrere la sua stessa strada per conoscerne il vissuto, la storia, le ferite cicatrizzate e quelle ancora aperte.

Dal giorno della sua inaugurazione si osserva infatti un via vai “gentile”, ognuno arriva con il suo cappotto sotto braccio, la sua sciarpa, i pantaloni, le scarpe, le giacche riposte in buste piene, stracolme, strabordanti di oggetti e di amore. Il Muro della Gentilezza diventa così un nuovo luogo di culto milanese con l’obiettivo di regalare calore, speranza, futuro; un posto in cui poter prendere tutto quello di cui si ha bisogno senza avere nemmeno la necessità di bussare, un posto in cui l’umanità riprende vita e la dignità diventa il suo più bel vestito.

Annabella Muraca


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