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Venezia, occhio alle truffe: consigli dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura di Venezia

In molti casi, ad esempio, i malfattori hanno contattato telefonicamente le vittime

Venezia, occhio alle truffe: consigli dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura di Venezia. 

Nelle ultime settimane sono stati rilevati diversi episodi di truffe, consumate o tentate, poste in essere da soggetti che si sono presentati alle vittime, falsamente, come poliziotti, carabinieri o finanzieri rappresentando alle stesse una situazione di pericolo o di difficoltà di un parente e richiedendo loro la corresponsione di somme di denaro o di valori a titolo di cauzione ovvero per il sostenimento delle spese necessarie alla risoluzione della situazione rappresentata.

Nello specifico, è stato riscontrato un sostanziale aumento di tale tipologia di reato rispetto all’anno precedente; tra gennaio e febbraio del 2023, infatti, le truffe perpetrate con le modalità descritte risultavano essere a differenza di quest’anno nel quale, nello stesso periodo, se ne sono già riscontrate 15.

In molti casi, ad esempio, i malfattori hanno contattato telefonicamente le vittime, presentandosi come carabinieri, poliziotti o finanzieri ed asserendo che un loro parente sarebbe stato vittima di un grave incidente rappresentando la necessità di ottenere una somma di denaro per provvedere alle spese, ovvero sarebbe stato coinvolto in vicende che ne avrebbero comportato l’arresto o il fermo prospettando la necessità di ottenere una somma di denaro a titolo di cauzione o per le spese legali.

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Spesso i malfattori si sono poi presentati al domicilio delle ignare vittime, in borghese o indossando false divise, ottenendo dalle stesse somme di denaro od oggetti di valore per poi dileguarsi. Altre volte hanno convinto l’interlocutore telefonico ad allontanarsi dall’abitazione con uno stratagemma (per esempio la richiesta di portarsi fisicamente presso una caserma) facendo lasciare in casa da solo l’altro convivente in modo da renderlo in una posizione di maggiore vulnerabilità per poi presentarsi al domicilio per la riscossione di quanto richiesto.

La Polizia di Stato invita pertanto a prestare attenzione alle circostanze descritte, rappresentando che non esiste, nell’ordinamento italiano, alcun istituto giuridico che preveda la corresponsione di somme di denaro o valori direttamente nelle mani di agenti delle forze dell’ordine al fine di ottenere conseguenze giuridiche quali il rilascio di una persona ovvero la prestazione di supporto legale o altra forma di assistenza.

Si raccomanda di segnalare ogni episodio simile tempestivamente ai numeri di emergenza 112 o 113.

Venezia, occhio alle truffe: consigli dell'ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura di Venezia. 

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