Udine, arrestati in 2 grazie alla collaborazione tra la Questura di Udine e la Polizia di Frontiera di Fiumicino

Nella giornata di ieri, personale della Polizia di Stato, con il coordinamento della locale Procura, dell’Ufficio GIP presso il Tribunale di Trieste e della Direzione Centrale della Polizia Criminale, Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, ha tratto in arresto due cittadini rumeni, di 45 e 43 anni, destinatari di misure coercitive.

 

Udine, nella giornata di ieri, personale della Squadra Mobile della Questura di Udine, in collaborazione con quello della Polizia di Frontiera di Fiumicino (Rm), ha dato esecuzione ad un ordine per la carcerazione, disposto dalla locale Procura il 12 febbraio 2020, nei confronti del 45 enne SZABO Gheorghe Gabriel.

L’uomo deve scontare una pena di 6 anni, 2 mesi e giorni 14 di reclusione, successiva a un cumulo pene, disposto a seguito delle sentenze dei Tribunali di Ravenna ed Udine, per alcuni reati commessi fra il 2000 ed il 2011.

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Il soggetto, che è risultato residente in Italia in provincia di Ravenna sino al 2012, quando lasciava il territorio nazionale, si è distinto per episodi violenti, che lo hanno portato a numerosi deferimenti per maltrattamenti nei confronti di famigliari, atti persecutori, simulazione di reato, ricettazione, furto aggravato, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale e guida senza patente.

In particolare ha posto in essere maltrattamenti nei confronti della convivente, con numerosi episodi di violenze fisiche che necessitavano l’intervento degli organi di Polizia e cure sanitarie; atti persecutori nei confronti di una giovane, residente in provincia di Ravenna, che portavano nella stessa una grave forma di stress psicologico; furto aggravato di alcuni apparati elettronici, per un ingente valore, asportando con violenza i sistemi antitaccheggio, in un negozio appartenente ad una nota catena di distribuzione; minacce e resistenza nei confronti dei Vigili Urbani di Ravenna, a seguito  di un controllo e di una serie di contestazioni che gli venivano addebitate; la guida senza patente, contestata a Malborghetto (Ud), successivo ad un controllo, mentre era alla guida di un veicolo di proprietà di un connazionale.

A seguito del provvedimento di condanna, le articolate indagini esperite da questa articolazione investigativa, con il concorso della Direzione Centrale della Polizia Criminale, Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, il 16 febbraio scorso avevano permesso il suo rintraccio a Turda in Romania, quanto veniva tratto in arresto in esito al Mandato di Arresto Europeo emesso dalla Procura di Udine. Ultimate le pratiche di rito è stato associato presso il carcere di Carinola (Ce).

 

Nella stessa giornata, sempre unitamente al personale della Polizia di Frontiera di Roma Fiumicino (Rm) è stata data esecuzione alla misura cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Trieste il 30 marzo 2015, nei confronti del 43 enne CHIJAR Viorel, indagato unitamente ad altri 2 connazionali, per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Gli episodi contestati sono avvenuti fra il 24 ed il 26 ottobre del 2014, quando il cittadino rumeno favoriva l’ingresso illegale in Italia di cittadini medio orientali, attraverso il confine di Tarvisio, provenienti dalla c.d. rotta balcanica, nei casi in questione, dall’Ungheria.

Nel primo caso venivano rintracciati 25 soggetti, e nel secondo 33, sempre di nazionalità afgana e pakistana; nel secondo caso, personale della Polizia di Frontiera di Tarvisio procedeva all’arresto del passeur.

In quell’ultima a circostanza, i 33 clandestini erano stipati su di un furgone con targa inglese, guidato da un rumeno 40 enne, ed emerse, dalle testimonianze raccolte, che non avevano ricevuto cibo ed acqua per il loro trasferimento in Italia dall’Ungheria e che tutto il viaggio, era stato compiuto con questi, ammassati ed in piedi sul mezzo.

Le indagini compiute dalla Polizia di Frontiera di Tarvisio hanno permesso di acclarare che l’estradato, era un componente di spicco di una consorteria criminale transfrontaliera, e negli eventi descritti, aveva il compito di fare da staffetta, unitamente ad un altro sodale, al fine di comunicare i controlli delle forze dell’ordine durante il tragitto.

L’investigazione aveva anche permesso, in sinergia con le Autorità rumene e bulgare, di documentare e attribuire al gruppo criminale in questione, diversi episodi, riguardanti il rintraccio di clandestini, avvenuti nella zona del Tarvisiano.

L’uomo, nei mesi scorsi era stato rintracciato nella nazione di origine e tratto in arresto in esito al Mandato di Arresto Europeo predisposto dall’Ufficio GIP del Tribunale di Trieste. Ultimati gli atti di rito, l’interessato veniva associato presso il carcere di Prato.


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