Taranto, 220 kg di cozze sequestrate, sanzionato l’organizzatore di un concerto e chiuso un bar

Taranto, continuano i servizi di controllo del territorio in città e Provincia svolti dal Commissariato Borgo e dalla Squadra Amministrativa della Questura.

In viale Cannata, i poliziotti del Commissariato hanno notato la presenza di più banchetti destinati alla vendita delle cozze, in cattivo stato di conservazione e senza la possibilità di verificarne la tracciabilità.
Unitamente al personale dell’ASL, si è quindi proceduto al sequestro di 90 kg di mitili in parte suddivisi in sacchi e in parte già sgusciati e contenuti in vaschette pronte alla vendita. Sono state denunciate tre persone per commercio di sostanze destinate all’alimentazione e pericolose per la salute pubblica.
Altri 130 kg di mitili venduti abusivamente sono stati sequestrati, a carico di ignoti, di provenienza sconosciuta e rinvenuti su banchetti collocati in piazzale Democrate e Corso Italia.
Sempre nelle tesse zone, 5 persone, proprietarie di altrettanti appartamenti, sono state denunciate per furto di energia elettrica. Nel corso del controllo, in collaborazione con il personale di Enel Energia e ReteGas2, è stato accertato che erano stati creati degli allacci abusivi sia alla rete elettrica sia a quella del gas.
La Squadra Amministrativa della Divisione Polizia Amministrativa ha notificato all’organizzatore di un concerto che si è tenuto lo scorso 1° agosto ai “Giardini Virgilio” il verbale di sanzione amministrativa per aver violato le norme sulla prevenzione del contagio da Covid-19.
In particolare, è stato accertato che, durante lo svolgimento del concerto, il pubblico non assisteva all’evento in maniera statica, bensì in piedi ed in continuo movimento, senza che fosse garantita la distanza interpersonale di almeno un metro.
Stessa sanzione amministrativa è stata contestata al titolare della licenza per la somministrazione di alimenti e bevande di un noto stabilimento balneare della Litoranea Salentina.
La Squadra Amministrativa ha accertato che il gestore, non contingentando gli ingressi, ha creato all’interno dell’attività un assembramento di persone, peraltro in continuo movimento e senza il rispetto della distanza interpersonale di sicurezza.
L’attività è stata sospesa per cinque giorni.


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