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Strage di Erba, cos’è la revisione del processo e cosa può cambiare per Rosa e Olindo

Il 1 marzo la Corte d'Appello di Brescia deciderà se accogliere la richiesta di revisione del processo

Strage di Erba, cos’è la revisione del processo e cosa può cambiare per Rosa e Olindo.

La scorsa settimana, la Corte d’Appello di Brescia ha ammesso il ricorso di Olindo Romano e Rosa Bazzi, condannati in via definitiva all’ergastolo per la strage di Erba dell’11 dicembre 2006 (vennero assassinate quattro persone, fra cui un bambino di appena 2 anni). Il 1 marzo, il giorno dell’udienza, i giudici dovranno decidere se avviare un processo di revisione ammettendo i nuovi rilievi presentati dalla difesa o se respingere la richiesta.

La revisione del processo è l’ultima possibilità che il codice di procedura penale italiano prevede per correggere un errore giudiziario che ha determinato a una condanna definitiva e irrevocabile. La revisione del processo, nei fatti, è un nuovo processo. Il “processo di revisione” viene istituito soltanto in presenza di argomenti e prove molto forti per stravolgere la decisione di colpevolezza.

Nel nostro Paese questa richiesta segue un iter stabilito dall’articolo 630 del codice di procedura penale: può essere chiesta dalla persona condannata o da un suo parente (“prossimo congiunto”) attraverso la difesa, oppure dal procuratore generale presso la Corte d’Appello nel cui distretto era stata espressa la sentenza di condanna.

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A quanto si apprende, ci sarebbero alcuni nuovi testimoni e una serie corposa di consulenze alla base della richiesta di revisione della sentenza che ha condannato definitivamente Olindo Romano e Rosa Bazzi.

Sono tre gli scenari che si possono configurare rispetto alla sentenza del 1 marzo. La decisione dei giudici potrebbe andare nella direzione dell’inammissibilità, del rigetto della richiesta di revisione o dell’accoglimento della richiesta (ammissibilità).

Nell’ultimo caso, i giudici dovranno decidere, inoltre, se il giudizio di revisione e tutte le argomentazioni presentate dal procuratore sono valide e quindi procedere con l’eventuale proscioglimento.

Olindo Romano e Rosa Bazzi confessarono la strage per poi ritrattare, ma furono condannati definitivamente all’ergastolo.

L’11 dicembre 2006 furono uccisi Raffaella Castagna, suo figlio Youssef,  di 2 anni, la madre di Raffaella, Paola Galli e una loro vicina di casa, Valeria Cherubini. Si salvò soltanto il marito della Cherubini, Mario Frigerio, che morì alcuni anni dopo e che fu il testimone chiave nel processo.

olindo romano e rosa bazzi

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