Siracusa, tutela del Patrimonio Culturale; sequestrati 2.556 beni culturali illecitamente sottratti, per un valore di 686.500,00 €

Siracusa, i reperti archeologici recuperati equivalgono al 92% circa del totale dei beni ritrovati

Siracusa, la singolare caratterizzazione che l’emergenza sanitaria da COVID-19 ha impresso all’anno 2020 ha ineludibilmente condizionato le attività condotte e i risultati conseguiti dalla
Sezione Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Siracusa, articolazione distaccata
dipendente dal Nucleo Carabinieri T.P.C. di Palermo. Le misure contenitive adottate dalle
autorità governative, nazionali e regionali, volte a limitare la capacità di movimento dei
cittadini mediante la chiusura di tutti i luoghi della cultura, non hanno comunque impedito
al Comando T.P.C. di ridefinire il dispositivo di controllo, preventivo e repressivo,
dispiegato sul territorio nazionale, adattandolo alle mutate condizioni contingenti. Per
tanto, è stato incrementato il monitoraggio dinamico degli obiettivi culturali sensibili, in
particolare musei, siti archeologici e luoghi di culto, e intensificato il controllo del
commercio elettronico connesso al web.
Naturalmente, come risulta facile comprendere, la situazione sui generis verificatasi rende
difficile la consueta comparazione dei dati con quella degli anni precedenti ma, ciò
nonostante, il confronto ha restituito evidenze statistiche che permettono di affermare la
sostanziale tenuta del sistema di difesa del patrimonio culturale.
Osservando le dinamiche criminali, in riferimento agli eventi delittuosi rilevati, si evidenzia
una sensibile diminuzione dei reati in danno del paesaggio (da: 11 a: 1) e di quelli di
ricettazione (da: 15 a: 9). Per contro, si è registrato l’incremento dei risultati operativi nei
recuperi di beni antiquariali, archivistici e librari (da: 19 a: 195), reperti archeologici (da: 310
a: 2.361) e opere d’arte contemporanea contraffatte (da: 3 a: 8).
In tale contesto, la Sezione ha sviluppato le proprie modalità di intervento seguendo le due
fondamentali direttrici d’azione: la preventiva (rappresentata dalle molteplici e
sistematiche attività ispettive) e la repressiva (attraverso le indagini di Polizia Giudiziaria).
L’azione di prevenzione dei reati, condotta sempre in sinergia con i reparti territoriali
dell’Arma, il Nucleo Elicotteri Carabinieri di Catania e le Soprintendenze competenti per
provincia, è stata attuata mediante l’esecuzione di 215 controlli finalizzati alle verifiche per
la sicurezza degli obiettivi a rischio (musei, biblioteche, aree archeologiche), nonché quelle a
tutela dei vincoli paesaggistici e nei confronti dei beni culturali sottoposti ad accertamento
fotografico. Quest’ultima tipologia di controlli assume un ruolo fondamentale per
contrastare la ricettazione di beni trafugati. Infatti, i dati acquisiti nel corso delle ispezioni
vengono poi incrociati con quelli presenti nella Banca Dati dei beni culturali illecitamente
sottratti, gestita dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, che contiene
informazioni sulle opere da ricercare e sugli eventi delittuosi ad esse collegati.

L’individuazione dei soggetti operanti illegalmente nel settore e l’azione di recupero dei
beni culturali illecitamente sottratti rappresentano, invece, gli obiettivi strategici che
caratterizzano l’azione di repressione, svolta attraverso indagini d’iniziativa e su delega
dell’Autorità Giudiziaria. Nel 2020, tale attività ha consentito di: denunciare 21 persone per
vari reati (principalmente ricettazione e furto), sequestrare 2.556 beni culturali illecitamente
sottratti, per un ammontare stimato in 686.500,00 €. In merito, per meglio comprendere la
rilevanza che in Sicilia riveste il fenomeno degli scavi clandestini, basti pensare che i reperti
archeologici recuperati equivalgono al 92% circa del totale dei beni ritrovati.


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