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Roma, continuano le truffe ai danni di ultraottantenni: la Polizia di Stato arresta due soggetti.

È massima l’attenzione della Polizia di Stato alla prevenzione e alla repressione dell’odioso fenomeno delle truffe ai danni delle persone anziane.

Roma, continuano le truffe ai danni di ultraottantenni: la Polizia di Stato arresta due soggetti.

Il primo arresto è stato operato dagli investigatori della Squadra Mobile, in collaborazione con i colleghi del Distretto Fidene. Una pattuglia dei “Falchi”, impegnata proprio in un servizio dedicato a contrastare questo tipo di reati,  pattugliando il quartiere tiburtino, ha notato un uomo che, dopo aver parcheggiato frettolosamente un Suv ed essersi guardato più volte intorno, è entrato in un palazzo; pochi istanti dopo è uscito dallo stesso portone con un oggetto in mano e, sempre con fare guardingo, è risalito sull’auto ed è ripartito velocemente. I poliziotti hanno seguito la macchina ed appena le condizioni lo hanno permesso hanno intimato l’alt al conducente. L’oggetto che gli agenti hanno visto portar fuori dal palazzo era una scatolina di gioielli. Procedendo a ritroso gli investigatori hanno scoperto che l’uomo, seguendo lo schema classico della telefonata del parente in difficoltà, si era fatto consegnare da una signora di 83 anni tutti i gioielli che aveva in casa; al termine degli accertamenti l’uomo, un 56enne di origini campane, è stato arrestato perché gravemente indiziato del reato di truffa. La Procura ha poi chiesto ed ottenuto dal Giudice per le Indagini Preliminari la convalida dell’arresto.

Identiche le modalità che hanno portato gli agenti del Distretto San Giovanni ad arrestare una 28enne, anche lei di origini campane. I poliziotti hanno “agganciato” un’utilitaria sospetta nel tratto urbano della A24 e l’hanno seguita fino ad un palazzo nel quartiere esquilino; qui la ragazza che guidava l’auto è scesa e, come nel precedente caso, è entrata ed uscita da un portone. Gli agenti hanno fermato la 28enne ed hanno scoperto che i gioielli che aveva in mano gli erano stati appena consegnati da una signora ultraottantenne convinta di aver così aiutato la figlia ed il nipote in gravi difficoltà. La donna è stata arrestata perché gravemente indiziata del reato di truffa. Il GIP ha poi convalidato la misura pre-cautelare adottata dalla Polizia di Stato.

Ad ogni modo tutti gli indagati sono da ritenere presunti innocenti, in considerazione dell’attuale fase del procedimento ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile.

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