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Ritrovato a Otranto un 43enne scomparso di nazionalità slovena

L’uomo si trovava in uno stato di semi coscienza e si rifiutava di parlare sia con gli operatori.

Ritrovato a Otranto un 43enne scomparso di nazionalità slovena.

Lecce. Il 12 settembre 2023, la famiglia di un cittadino sloveno di 43 anni ha denunciato la sua scomparsa permettendo l’attivazione delle sue ricerche anche grazie al Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia. Di questa scomparsa si è poi interessato anche il noto programma televisivo “Chi l’ha visto?”.

Poiché, in sede di denuncia, la famiglia aveva riferito alla polizia slovena di aver tenuto gli ultimi contatti telefonici con lo scomparso fino al 30 agosto 2023, quest’ultima, accertava che detti contatti agganciavano le celle telefoniche di Taranto, ove la persona scomparsa aveva riferito di doversi recare per lavoro.

Veniva così allertata la Squadra Mobile jonica che avviava un’attività di indagine ed appurava che il segnale del telefono dell’uomo dava riscontro sino all’ 8 settembre 2023. Inoltre, il successivo 23 settembre 2023, gli agenti della Squadra Mobile di Taranto registravano un pagamento con la carta di credito dello sloveno ad Otranto, presso un discount. Veniva quindi interessato il personale del Commissariato di P.S. di Otranto, i cui poliziotti intraprendevano così un’attività di indagine, a seguito della quale, notavano che dalle registrazioni del sistema di sorveglianza nel giorno 23 non veniva ripresa nessuna persona con le caratteristiche indicate.

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Da successivi accertamenti presso l’istituto bancario che aveva rilevato la transazione, accertavano che la stessa, in realtà, era stata effettuata il giorno precedente e con la valuta il giorno successivo. Effettivamente, visionando le riprese relative al giorno 22 settembre, si individuava la persona scomparsa. Venivano allertate le volanti del Commissariato di Otranto che, il 27 successivo, rintracciavano il furgone con lo straniero a bordo, il quale, alla vista dei poliziotti, si barricava all’interno.

I poliziotti, dopo più di due ore di tentativi di mediazione, per il timore che potesse commettere gesti autolesionistici, forzavano l’entrata del veicolo rinvenendo i documenti che della persona rintracciata e ne confermavano l’identità.

L’uomo si trovava in uno stato di semi coscienza e si rifiutava di parlare sia con gli operatori che con il personale sanitario del 118 intervenuto sul posto. A quel punto veniva trasportato presso l’ospedale di Scorrano, ricoverandolo in osservazione.

Otranto

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