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Morte di Indi Gregory, il padre: «Siamo affranti e pieni di vergogna»

Meloni: «Fatto tutto il possibile, ma non è bastato»

Morte di Indi Gregory, il padre: «Siamo affranti e pieni di vergogna».

Indi Gregory, la bambina inglese di 8 mesi affetta da una malattia mitocondriale che impedisce lo sviluppo dei muscoli, è morta la scorsa notte. Il padre della bambina ha divulgato la notizia all’agenzia di stampa italiana LaPresse.

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Nei giorni scorsi, per cercare di facilitarne il trasferimento all’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma, il governo italiano le aveva dato la cittadinanza italiana. Una volta giunta nel nostro Paese, la piccola Indi sarebbe stata sottoposta ad una cura sperimentale.

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Tutto fermato dall’Alta Corte britannica, che aveva ordinato di spegnere le macchine che la mantenevano in vita, ritenute una forma di “accanimento terapeutico”. La bambina era stata quindi trasferita in una struttura specializzata nell’alleviamento del dolore.

«Mia figlia è morta, la mia vita è finita all’1.45», ha detto il papà della piccola Indi. «Io e mia moglie Claire siamo arrabbiati, affranti e pieni di vergogna. Il servizio sanitario e i tribunali, non solo le hanno tolto la possibilità di vivere, ma anche la dignità di morire nella sua casa. Sono riusciti a prendere il corpo e la dignità di Indi, ma non potranno mai prendere la sua anima».

“Abbiamo fatto tutto quello che potevamo, tutto il possibile. Purtroppo non è bastato. Buon viaggio piccola Indi”. È il commento sui social della Presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni.

Cinque anni fa, il governo Gentiloni aveva dato la cittadinanza italiana ad un altro bambino inglese, Alfie Evans, affetto da una malattia molto rara e incurabile. Anche in quel caso, l’Alta Corte di Londra aveva stabilito che la sospensione delle cure era doverosa per “non causare inutili sofferenze al bambino”.

Indi Gregory

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