Monza, costretta al matrimonio forzato e terrorizzata per le violenze non ha la forza di denunciare: i carabinieri bussano alla sua porta e la portano via

Oggi 8 marzo 2022 i carabinieri hanno simbolicamente consegnato un mazzo di mimose a tutte le donne ospiti in una struttura protetta

Monza, costretta al matrimonio forzato e terrorizzata per le violenze non ha la forza di denunciare: i carabinieri bussano alla sua porta e la portano via.

Oggi 8 marzo 2022 i carabinieri hanno simbolicamente consegnato un mazzo di mimose a tutte le donne ospiti in una struttura protetta in una cittadina della provincia di Monza e della Brianza.
Tra queste la storia di una giovane ragazza dell’est Europa oggi 27enne che, forzata al matrimonio con un connazionale 28enne e poi giunta con questi in Italia nel 2017, per 8 lunghi anni ha subito continui atti di violenza fisica e psicologica anche dinanzi alla figlia minore di 4 anni.

La donna aveva anche provato a scappare e rientrare nel proprio Paese ma, una volta giunta lì, era stata costretta dalla propria famiglia d’origine a tornare con suo marito. Le violenze erano continue e di ogni forma, anche di natura sessuale.

Proprio a causa di una violenza sessuale subita dal proprio marito – con il quale da tempo non aveva più rapporti – la donna aveva anche avuto una gravidanza non voluta e nonostante la quale subiva lo stesso i maltrattamenti del proprio convivente per poi, già in uno stadio avanzato, avere un’interruzione per il decesso del feto.

Finalmente però, grazie alla segnalazione pervenuta da una collega di lavoro alla quale aveva fatto delle confidenze, la donna un giorno, mentre era sola in casa con la propria figlia, ha ricevuto la visita dei carabinieri della Compagnia di Seregno dinanzi ai quali, senza pensarci su nemmeno un istante, ha fatto le valige e, insieme alla propria piccola, ha trovato rifugio presso una struttura protetta della rete antiviolenza Arthemide.

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