MILANO, SI CALA DAL DECIMO PIANO DOPO DUE COLTELLATE

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La Polizia di Stato, il 30 agosto, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un cittadino italiano di 46 anni ritenuto responsabile del grave ferimento di un cittadino marocchino di 19 anni.

L’attività investigativa è stata condotta dai poliziotti del Commissariato di PS Lorenteggio della Questura di Milano a seguito dei fatti avvenuti all’alba di Ferragosto quando un uomo è stato colpito, in modo abbastanza grave, con due fendenti all’interno di un appartamento al decimo piano di uno stabile in via Mar Nero.

La ricostruzione dei fatti ha reso possibile appurare che la vittima dopo essere stata ferita  è fuggita dalle intenzioni omicide dell’aggressore, calandosi terrorizzato dal balcone dell’abitazione e cadendo al piano sottostante, per poi fuggire dalla porta dell’appartamento del nono piano.

L’intervento tempestivo della volante del Commissariato Lorenteggio ha permesso di rintracciare la vittima, in via Anselmo da Baggio, e di attivare i soccorsi per il trasporto in ospedale, dove è stato ricoverato condizioni di particolare urgenza a causa della parziale compromissione delle funzioni vitali, permettendo così di soccorrerlo in tempo.

Le dichiarazioni della vittima in ospedale hanno condotto gli investigatori all’identificazione del presunto autore del ferimento, un italiano di 46 anni, che vive nell’appartamento interessato, senza fornire i motivi particolari della lite, ma comunque legati al consumo di sostanze stupefacenti.

Poco dopo il ferimento, l’aggressore si era recato presso il Commissariato Lorenteggio ritenendo di aver ferito mortalmente la vittima, cercando di dissimulare o almeno ridurre le sue responsabilità fornendo una versione lacunosa in merito alla lite avvenuta durante un ‘festino’ a base di droga e alcol; per tanto l’uomo ha pensato di costituirsi, non prima però di aver fatto sparire gran parte delle tracce materiali della vicenda.

L’attività investigativa condotta dagli agenti ha permesso di ricostruire un quadro indiziario attribuendo le intenzioni omicide dell’aggressore, desunte  anche dal fatto che la vittima, dopo essere stata colpita in modo grave, è ricorsa ad una fuga alquanto pericolosa.
Inoltre il rinvenimento di un fodero di un  pugnale curvo rinvenuto dal sopralluogo della Polizia Scientifica è compatibile con l’arma utilizzata nel delitto.

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