Milano, ricettazione di merce rubata, revocata licenza a “COMPRO ORO”

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La Polizia di Stato, nell’ambito dell’attività di prevenzione e controllo del territorio  e di monitoraggio dei locali pubblici  mediante i sistematici servizi finalizzati al contrasto dei fenomeni di criminalità, ha revocato la licenza per l’esercizio del  commercio di oggetti preziosi valida per il Compro Oro sito a Milano in via dei Transiti n. 4

Il Questore di Milano, Marcello Cardona, ha disposto il decreto di revoca della licenza, ai sensi dell’art. 128 del T.U.L.P.S. e della  Legge 7/2000 dell’esercizio pubblico e il provvedimento, predisposto dal personale della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale della Questura, è stato notificato dagli agenti del Commissariato di PS “Villa San Giovanni” sabato scorso.

Il T.U.L.P.S. prevede che il Questore possa sospendere o revocare la licenza di un esercizio, anche di vicinato, nel quale siano avvenuti tumulti o gravi disordini o che sia abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose o che, comunque, costituisca un pericolo per l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini.

Dagli esiti dei controlli effettuati presso il negozio da agenti della Polizia di Stato è emerso quanto segue:
• in data 10.7.2018, nell’ambito di un’attività investigativa condotta da personale del Commissariato di P.S. di Sesto S. Giovanni, in seguito al reato di furto con strappo di una collana consumato il giorno prima nei confronti di una donna, gli investigatori si recavano presso il Compro oro al fine di verificare la veridicità delle dichiarazioni rese dall’indagato il quale 
dichiarava di aver ceduto l’oggetto rubato alla titolare del negozio nella stessa giornata del furto, senza esibire alcun documento di riconoscimento e ricevendone la somma di 100,00 euro. La donna, ascoltata dagli investigatori, dichiarava viceversa di non aver ritirato l’oggetto e di avere acquistato nell’intera giornata esclusivamente una catenina d’oro da altra persona, registrandola a norma di legge. A seguito della visione delle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza, emergeva la piena conferma delle dichiarazioni dell’indagato, facendo risultare mendaci le dichiarazioni rese dalla sig.ra che aveva effettivamente pesato e ritirato 
l’oggetto in argomento dall’uomo, senza documentarne l’acquisto, ai sensi degli artt. 128 T.U.L.P.S. e 247 Regolamento di attuazione. 
Inoltre, dalle immagini riguardanti la giornata del 9 luglio, sono state rilevate numerose operazioni di compravendita di oggetti preziosi usati da parte della titolare, non documentate con ricevute, fotografie e documenti di riconoscimento dei clienti, in violazione degli artt. 4, 5, 6 e 7  del Decreto Legislativo 25 maggio 2017, n. 92, contenente nuove norme finalizzate a contrastare il reato di riciclaggio. Pertanto, in data 16.7.2018, i poliziotti procedevano a redigere nei confronti della sig.ra la comunicazione di 
notizia di reato, per i reati di ricettazione e di riciclaggio, ex artt. 648 e 648 bis, comma 2, del codice penale, mentre personale della Divisione P.A.S. redigeva la sanzione amministrativa per la violazione dell’art. 128 T.U.L.P.S., per aver alienato gli oggetti acquistati prima del termine dei 10 giorni. 
• In data 9.8.2018, inoltre, in occasione della notifica della citata sanzione presso l’esercizio commerciale, personale della Divisione P.A.S. procedeva a un nuovo controllo, nel corso del quale veniva accertata e sanzionata ancora la violazione del citato art. 128 T.U.L.P.S., per aver alienato oggetti preziosi usati senza rispettare il termine dei 10 giorni; in tale occasione veniva altresì accertato e sanzionato l’utilizzo di una bilancia priva della revisione triennale.
• In data 7.9.2018, è stata notificata alla titolare la comunicazione dell’avvio di procedimento tendente alla revoca della licenza in parola, ai sensi dell’ art. 10 lettera b) della Legge 241/1990 e s.s.m., rendendola edotta della facoltà di produrre osservazioni, memorie scritte e documenti pertinenti all’oggetto del procedimento;
• In data 17.9.2018, nel corso di un ulteriore controllo svolto, è stata accertata e sanzionata l’ennesima violazione del citato art. 128 T.U.L.P.S., per aver alienato oggetti preziosi usati senza rispettare il termine dei 10 giorni nonché per aver acquistato oro da investimento in mancanza di specifica autorizzazione, in violazione della Legge 7/2000.

Durante l’attività investigativa degli agenti, è emerso che il compro oro in questione è utilizzato quale ricettacolo da pregiudicati dediti a furti e rapine di oggetti preziosi.

La licenza per il commercio di oggetti preziosi è stata, pertanto, revocata dal Questore di Milano a decorrere da sabato 29 settembre e il provvedimento è stato notificato dagli agenti del Commissariato di Polizia “Villa San Giovanni”.


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