Milano Macao, il centro sociale fa discutere, forse una soluzione? Pareri e critiche non mancano

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Milano 4 giugno 2017 – Eravamo stati al Macao (video) in Via Molise 68, a settembre per effettuare un reportage delle attività svolte all’interno della struttura occupata dal gruppo del collettivo Macao, e per evidenziare la situazione in quel periodo.

Il collettivo organizzato a puntino, pur se illegittima la loro presenza in quanto occupanti. Il girato fa parte di una serata organizzata dal Macao, musica, balli, drink alcolici e chiaccherate. La security all’ingresso, il biglietto di entrata e consumazioni a pagamento all’interno della sala disco.

Molte le polemiche e gli scambi di opinioni e non solo, per la presenza occupante del gruppo del collettivo, non a norma. Ma ora il collettivo sembra volere iniziare un rapporto di “regolamentazione” o “normalizzazione” del Macao, un tavolo di dialogo con il centro sociale Macao sembra si sia aperto col Comune di Milano relativamente alla vendita da parte di Sogemi della palazzina Liberty in via Molise 68.

Un passo salutato positivamente dal centro sociale e che potrebbe preludere ad un accordo per togliere dal mercato la palazzina e trovare forme “extra mercato” di vendita legalizzando forse il collettivo artistico.

Il 23 maggio c’è stato il primo incontro interlocutorio tra una delegazione di Macao, l’assessora al Commercio, Cristina Tajani, e il gabinetto del sindaco.

Il collettivo propone un percorso che lo porti a comprare la palazzina dell’ex macello, in viale Molise, occupata abusivamente dal 2012. Per questo chiede che l’immobile venga escluso dal bando annunciato da Sogemi, che metterà in vendita o in locazione le palazzine Liberty di viale Molise.

Dalla Fanpage del Macao queste le parole del collettivo: “E finalmente, il tavolo col Comune si è aperto”. “Abbiamo presentato il percorso per un cambiamento vero, profondo, che innovi le relazioni tra cittadini e territorio, incidendo direttamente sugli assetti proprietari degli immobili e sulle possibilità di determinare il futuro della città. La nostra road map – stairway to heaven, vedrà migliaia di persone proprietarie dell’ex Borsa del macello tra due anni, acquistando la palazzina attraverso una forma di azionariato popolare ed un piano di finanziamento che andremo a discutere il prossimo week end con Mietzhauser Sindakat in Germania. E nel frattempo… nel frattempo vogliamo mettere al sicuro Macao, lo spazio, l’esperienza. Abbiamo chiesto al Comune di trovare gli strumenti per dare la palazzina in concessione a Macao durante questi anni, a fronte della nostra disponibilità a prenderci in carico la riqualificazione dell’edificio. E nel frattempo… Sogemi spa prosegue col suo piano di vendita. È qui che si misura la reale volontà del Comune di sedere ad un tavolo con le cittadine, parlando di futuro, di innovazione, di trasformazione. Lo sapremo fra qualche settimana, al prossimo incontro con il Comune”

Staremo a vedere cosa succede, intanto da Palazzo Marino il Comune: “Abbiamo capito che per loro il progetto è vincolato alla struttura e sono due piani inscindibili”. “Abbiamo avviato un percorso nuovo per la città che prende atto della volontà di legalizzazione di Macao e della valorizzazione della loro attività culturale e sociale”.

Ma i presupposti devono essere chiari e netti infatti da Palazzo Marino: “dobbiamo capire come poter intervenire e loro devono avviare tutte le procedure per poi proporre un progetto non solo economico ma anche culturale e sociale”.

Ma se è da verificare la possibilità che le amministrazioni possano dare in comodato delle strutture dal Comune “bisogna capire se è applicabile alle proprietà di una società partecipata”.
Nel frattempo serve appunto tempo perché il Comune approfondisca con i tecnici dal punto di vista giuridico e amministrativo la possibile attuazione di quanto richiesto da Macao.

Dal canto suo Paolo Guido Basso, Presidente del Municipio 4 dice di non essere stato interpellato in merito alla questione, pur essendo il Macao in zona Municipio 4: “nemmeno per un parere, situazione paradossale – dice Bassi – persone che occupano uno stabile per fare del business, eventi ingressi e consumazioni a pagamento, attività commerciale, e poi si vuole normalizzare il tutto”. “Non è corretto privilegiare chi non segue le regole a discapito di chi le segue, ci sono tante associazioni che fanno eventi e iniziative seguendo la norma, pagando l’affitto”.

Articolo di Lorenzo Chiaro


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