Milano, le mani delle ‘Ndrine sul giro pizza: 9 arresti e sequestri milionari

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Tutto è partito da un’indagine per droga che coinvolgeva il titolare di un noto franchising di giro pizza lombardo, il Tourlè, che conta 40 locali. Da lì la Squadra Mobile di Milano insieme alla divisione Anticrimine della Direzione distrettuale Antimafia ha svelato il giro milionario non tanto delle pizze, ma della droga, legato ad alcune Ndrine Calabresi, in particolare i Mancuso di Limbadi e i Pesce di Rosarno, che si servivano di un prestanome in Lombardia per le loro attività. Nove le persone arrestate per associazione per delinquere e trasferimento fraudolento di valori. Sequestrati beni per oltre dieci milioni di euro, tra cui quote societarie di alcuni ristoranti appartenenti alla nota catena di “giro-pizza” Tourlè.Gli uomini della sezione Criminalità organizzata, guidati da Marco Calì e Marco De Nunzio, sotto il coordinamento dell’aggiunto della Dda Alessandra Dolci e del pm Sara Ombra, hanno trovato prove sufficienti  anche per il sequestro di  circa 10 milioni di euro, delle quattro società proprietarie di altrettanti ristoranti a Sesto, Cologno Monzese, Torino e Milano (mai aperto), un’agenzia immobiliare intestata al figlio di Carvelli (indagato) e l’azienda che gestiva l’hotel Lincoln di Cinisello Balsamo. Perquisito ieri anche un nipote di Antonino Lamarmora, condannato come capolocale di Limbiate nel processo «Infinito».


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