Milano, Coronavirus: 20mila mascherine prive di certificazione. Stroncata compravendita abusiva

Mercoledì pomeriggio, in centro a Milano, la Polizia di Stato ha intercettato un carico di 20mila mascherine chirurgiche prive di certificazione, pronte per essere smerciate, interrompendone la compravendita.

Intorno alle ore 17.30 gli agenti della Squadra Investigativa del Commissariato Centro, durante il servizio di controllo del territorio, hanno notato in via Prina una donna cinese che con fare sospetto e guardingo, segnalava ad un uomo a bordo di un auto, come parcheggiare quest’ultima in corrispondenza di un furgone.

La donna, aiutata da altro uomo cinese, e l’italiano hanno quindi avvicinato i rispettivi veicoli e dopo aver aperto le portiere, hanno trasbordato dal furgone all’autovettura 3 grosse scatole.

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I poliziotti del Commissariato Centro sono subito intervenuti identificando i tre e verificando il contenuto delle scatole. Dal controllo è emerso che l’uomo, un italiano 42enne, titolare di un negozio di elettronica in un comune del Varesotto, stava acquistando 10mila mascherine chirurgiche dall’uomo cinese di 52 anni, grazie all’intermediazione della connazionale residente in via Prina, e che altri 10mila dispositivi, contenuti in altri cartoni all’interno del furgone, erano verosimilmente destinati ad altro acquirente.

Tutte le ventimila mascherine sono risultate prive di certificazione CE e pertanto gli agenti della Polizia di Stato hanno richiesto l’intervento della Polizia Locale di Milano – Sezione Annonaria che ha poi proceduto al sequestro amministrativo delle stesse, sanzionando anche il venditore 52enne cinese ai sensi del DLGS 475/92, inerente la normativa sui dispositivi di protezione individuale, e per l’inottemperanza al Decreto emesso per l’emergenza sanitaria per un totale di 6400 euro.

Articolo di Lorenzo Chiaro


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