Milano, atti di vendita mai registrati: 280 capi d’imputazione per un 52enne, dal peculato al falso materiale

Milano, forniva false certificazioni di passaggi di proprietà di veicoli mai registrati, autenticando abusivamente gli atti di vendita e appropriandosi indebitamente delle somme corrisposte dai cittadini. Per queste ragioni lo scorso 27 aprile i Carabinieri della Stazione Milano Porta Genova e gli agenti della Polizia Locale hanno notificato ad S.A., italiano del 1969, l’avviso di conclusione delle indagini preliminari emesso dal Sostituto Procuratore della Repubblica presso la Procura di Milano Piero Basilone.

 

Sono in totale 280 i capi di imputazione a carico dell’uomo, in danno di cittadini ed Enti, per i reati di peculato, usurpazione di funzioni pubbliche, truffa, uso abusivo di sigilli e strumenti vari, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in certificati o in autorizzazioni amministrative.

 

Le indagini, scaturite da denunce presentate da cittadini presso vari organi di Polizia di Milano e della Brianza, sono state avviate nel 2017 dalla Stazione Carabinieri Milano Porta Genova e dagli agenti di Polizia Giudiziaria dell’Area Procedure Sanzionatorie della Polizia Locale inizialmente separatamente e poi riunite in un unico procedimento, che ha consentito di appurare che i reati sono stati commessi a partire almeno dal 2014 e fino al 2019.

 

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Da pubblico ufficiale, qualità che ha aggravato la sua posizione e che ha anche permesso di procedere d’ufficio, S.A. ha fornito certificazioni false (tagliando autoadesivo da apporre sul libretto di circolazione), ottenute mediante una forzatura del sistema informatico della Motorizzazione civile e attestanti passaggi di proprietà di veicoli mai effettuati realmente, appropriandosi così indebitamente della somma corrisposta dai clienti sia per i servizi di agenzia sia per gli importi destinati agli Enti pubblici a titolo di imposte ed emolumenti.

 

Inoltre, nonostante dal 2017 fosse stato più volte sospeso dalle abilitazioni allo Sportello Telematico dell’automobilista (S.T.A.), revocate definitivamente nel 2018, l’uomo aveva mantenuto la disponibilità dei sigilli, che utilizzava abusivamente per autenticare gli atti di vendita e trarne un ingiusto profitto inducendo gli utenti a credere di poter ancora effettuare i passaggi di proprietà dei veicoli nella sua agenzia. Nel 2019 è arrivata poi la revoca definitiva all’esercizio dell’impresa di consulenza automobilistica, ora chiusa definitivamente.

 

Le denunce dei cittadini, che hanno consentito di individuare con certezza 162 condotte antigiuridiche, a seguito delle quali S.A. si è appropriato indebitamente di almeno 64.000 euro accertati (è plausibile che la somma sia molto più elevata, considerato che molti pagamenti per passaggi di proprietà mai avvenuti sono stati effettuati in contanti), nascevano dal fatto che, pur avendo venduto il proprio veicolo, continuavano a ricevere contravvenzioni e cartelle esattoriali per non aver pagato l’imposta di bollo. Erano inoltre sospettosamente elevate le richieste di archiviazione di verbali presentate con allegati atti di vendita autenticati da S.A.

 

“Un ringraziamento ai nostri agenti e ai Carabinieri per aver portato avanti con perseveranza questa indagine – commentano la Vicesindaco e assessora alla Sicurezza Anna Scavuzzo e il Comandante della Polizia locale Marco Ciacci – che hanno permesso di portare alla luce una condotta che ha causato danni inestimabili non soltanto ai cittadini, ma anche a diversi organi di Polizia, che hanno notificato centinaia di verbali a vuoto, e alle Istituzioni, dalla Città metropolitana allo Stato, passando per i Comuni, che non hanno incamerato le imposte dovute né recuperato, in moltissimi casi, l’importo delle sanzioni al Codice della Strada”.


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