Melegnano, chiuso 15 giorni il “Bar Tabacchi”

Diversi avventori sono stati riconosciuti per i loro precedenti

Melegnano (Milano), chiuso 15 giorni il “Bar Tabacchi”.

Il Questore di Milano Giuseppe Petronzi, nell’ambito dell’attività di prevenzione, controllo del territorio e monitoraggio dei locali pubblici milanesi svolta dalle forze dell’ordine per contrastare i fenomeni di criminalità, ai sensi dell’art. 100 del T.U.L.P.S., ha decretato la sospensione della licenza per 15 giorni per la conduzione del “Bar Tabacchi”, in via Emilia 91 a Melegnano, in provincia della città meneghina.

 

Il motivo della chiusura

Ieri, i carabinieri della stazione di Melegnano hanno notificato la sospensione al titolare dell’esercizio commerciale in quanto, nei mesi di ottobre e novembre a seguito di controlli all’interno del bar sono stati identificati molti avventori con precedenti penali, anche per reati in materia di stupefacenti, contro la persona e il patrimonio, per oltraggio a Pubblico Ufficiale, per atti osceni e per guida in stato di ebbrezza, con successivo affidamento in prova ai servizi sociali, per danneggiamento, per minaccia e divieto di ritorno nel Comune.

 

I fatti criminosi

In particolare, ad ottobre, all’interno del bar tabacchi per un avventore, in evidente stato di ebrezza, era intenzionato a fare del male a un altro uomo con il quale aveva avuto un litigio per futili motivi. Gli equipaggi intervenuti invitavano quest’ultimo ad allontanarsi per evitare ogni contatto, anche visivo, con l’aggressore, il quale per contro veniva intrattenuto dai militari dell’Arma, all’interno dell’esercizio, nel tentativo di calmarlo.

Il dialogo, proseguito per svariati minuti, non faceva desistere l’aggressore che più volte ripeteva di volersi recare a casa propria, non lontana, per armarsi di un coltello dimostrandosi assolutamente noncurante delle conseguenze prospettategli dai militari. Infatti, allontanatosi per qualche minuto, ritornava armato di un coltello che impugnava con la mano destra lungo il fianco.

I Carabinieri, che nel frattempo erano rimasti lì, intervenivano per disarmarlo. L’uomo continuava ad essere verbalmente minaccioso e sprezzante anche verso i militari e si rifiutava di firmare gli atti di Polizia Giudiziaria redatti a suo carico.

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