Lo stragista del bus: volevo fare un gesto eclatante

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«Volevo fare un gesto eclatante, sentivo le voci dei bambini africani morti nel mediterraneo che me lo chiedevano. Lo rifarei cento volte!». Ousseynou Sy, il senegalese 47enne che lo scorso giovedì ha sequestrato un bus scolastico pieno di alunni della Media Vailati di Crema e con due insegnanti e una bidella e ha appiccato il fuoco rischiando una strage, ha tentato così di spiegare il suo gesto davanti al Gip di Milano che venerdì pomeriggio ha tenuto l’interrogatorio di convalida del fermo in carcere. «Ha mostrato segni di squilibrio», ha confermato l’avvocato Davide Lacchini che si sta preparando a chiedere una perizia psichiatrica. Ipotesi che difficilmente potrà essere percorsa visto che il senegalese aveva riempito due taniche di benzina prima di salire sul bus (i carabinieri hanno acquisito il video dlele telecamere di sorveglianza del distributore), perché sapeva che avrebbe cosparso di benzina i sedili del bus; inoltre ha addirittura preso due bambini come ostaggi e ha chiamato i carabinieri dicendo che si sarebbe diretto sulla pista di Linate e che non dovevano sparargli o sbarrare la strada. In un audio diffuso dai carabinieri si sente chiaramente un tono della voce tranquillo. I militari che hanno salvato i bambini e li hanno liberati, hanno poi trovato sul bus incendiato un coltello. I bambini hanno parlato anche di una pistola, ma dell’arma non c’è notizia. Strage, incendio, sequestro di persona e resistenza premeditati i reati contestati. A giorni si attende la decisione del Gip sulla convalida.


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