Lecce, imbrattavano i monumenti del centro storico: fermato un gruppo di giovani

Lecce, imbrattavano i monumenti del centro storico: fermato un gruppo di giovani.

In pochi giorni hanno riempito i muri pubblici della città di scritte, ora sono stati fermati. L’indagine della Polizia Giudiziaria, per scoprire i responsabili dei graffiti che hanno deturpato le Mura Urbiche, Porta San Biagio, il Convitto Palmieri, la Biblioteca Provinciale Bernardini, il Sedile, l’Accademia delle Belle Arti e il Rettorato dell’Università del Salentosi, si è concentrata sulle telecamere di video sorveglianza pubbliche e private e della collaborazione della cittadinanza. Nel giro di un mese la Polizia Giudiziaria è convinta di aver riportato il decoro in città.

“La street art è un’arte, ma qui parliamo di semplice vandalismo con segni di vernice effettuati nel centro storico, su beni monumentali di grande valore, su immobili privati, che non comunicano alcun messaggio se non la ‘firma’ dei giovani autori – dichiara l’assessore alla Sicurezza Sergio Signore – mi auguro che l’essere incappati in questa disavventura possa insegnare a questi ragazzi la differenza fondamentale che passa tra l’espressione artistica e l’imbrattamento di beni storici che sono testimoni della storia della nostra comunità. Ringrazio il comandante e gli agenti che su delega della Procura hanno svolto le indagini, occorre stroncare un fenomeno che stava assumendo dimensioni preoccupanti in città”.

“Devo dire un grazie particolare al nucleo di Polizia Giudiziaria, che sotto il coordinamento del Comm. Eugenio Minerva, è riuscivo con grande tempismo a raggiungere questo importante risultato a tutela del patrimonio artistico e architettonico e del decoro della città – dichiara il comandante della Polizia Locale Donato Zacheo – È stato un mese di attività serrata che messo a frutto l’intuito investigativo, l’efficacia dell’utilizzo delle telecamere di video sorveglianza pubbliche e private e, non ultima, la collaborazione della cittadinanza che ha fornito informazioni fondamentali per rintracciare i responsabili dei graffiti che hanno deturpato in pochi giorni monumenti pubblici come le Mura Urbiche, Porta San Biagio, il Convitto Palmieri, la Biblioteca Provinciale Bernardini, ma anche il Sedile, l’Accademia delle Belle Arti, il Rettorato dell’Università del Salento e tanti edifici privati di pregio. Confidiamo che questa operazione che dimostra come non si possa rimanere impuniti da simili responsabilità sia da monito a tutti quei ragazzi dediti a questo tipo di ‘espressioni’ che nulla hanno di artistico”.

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