In manette ultras milanista e moglie per estorsione

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In manette a Milano F. L., 39enne, noto ultras della Curva Sud del Milan, sottoposto in passato ad affidamento in prova ai Servizi Sociali,a DaSpo e indagato per diversi reati tra cui molti legati alla sua militanza ultras (rissa, lesioni, scavalcamento di settore, insolvenza fraudolenta ed altri) e sua moglie I. F. di 35 anni. I due sono indagati per aver tentato di estorcere denaro al datore di lavoro della donna, titolare di un negozio di prodotti tessili. In particolare la vittima ha raccontato che F.L., il 14 giugno, si sarebbe presentato presso il suo negozio assieme a sua moglie, minacciando di morte il denunciante e la sua famiglia, il tutto alla presenza di alcuni testimoni. Secondo il racconto della vittima l’uomo lo avrebbe accusato di comportamenti scorretti, sia sul piano professionale che personale: da ultimo, una lettera di richiamo disciplinare inviata dalla ditta alla donna qualche giorno prima. Egli avrebbe dunque preteso di ricevere 300.000 euro, di cui 50.000 entro sette giorni come anticipo. Dopo alcuni giorni, al negozio si è ripresentata la I.F. (che, nel frattempo, si era assentata dal lavoro per malattia), la quale ancora cercava di convincere il datore di lavoro a dare al marito i soldi richiesti, asserendo che se non avesse pagato il marito si sarebbe sicuramente fatto vivo per dare seguito alle sue minacce; di contro, sempre evidentemente per spingere l’uomo a pagare, abbassava la richiesta estorsiva a 100.000 euro, pretendendo però un primo anticipo dopo tre giorni.L’attività tecnica, effettuata dalla DIGOS su autorizzazione della locale AG, ha permesso di confermare quanto denunciato dalla parte lesa e di comprovare un chiaro accordo tra i coniugi per cercare di estorcere denaro al datore di lavoro della donna; i due, specie la donna durante i suoi discorsi con il commerciante, si preoccupavano di far risultare il pagamento del denaro come una liquidazione di buona uscita per l’imminente interruzione del rapporto di lavoro: ciò al fine, evidentemente, di potere, in caso di successivi controlli, giustificare proprio in tale maniera la dazione di denaro. Stando all’accordo preso in occasione del succitato incontro, la donna si è effettivamente ripresentata al negozio per ricevere l’anticipo sul denaro
richiesto. Un sistema di registrazione audio, appositamente predisposto, ha permesso agli operatori presenti in loco di monitorare e documentare il dialogo tra i due, culminato con la dazione di una somma di 2.000 in contanti alla donna che, presa la busta col denaro, è uscita avvisando contestualmente di quanto accaduto il marito F.L. che era a casa in attesa. I due coniugi sono stati, pertanto, bloccati e tratti in arresto, in attesa dell’udienza di convalida, ed i soldi recuperati.


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