Giallo di Cusano, fermato il figlio del pensionato scomparso

I carabinieri di Milano contestano a Lorenzo D'Errico l'omicidio del padre Carmine scomparso il 30 dicembre da casa

«Litigavamo e vivevamo da separati in casa, ma se c’era bisogno io c’ero per lui e lui per me. Immagino di essere sospettato ma non ho fatto niente a mio padre». Così alcuni giorni fa Lorenzo D’Errico ventiseienne di Cusano Milanino aveva detto ai giornalisti che erano andati ad intervistarlo in via Libertà sulla scomparsa misteriopsa del padre Carmine. Il pensionato 65enne, al quale era stato diagnosticato un male incurabile ma che aveva progettato un pranzo con amici nel Lodigiano per Capodanno, era sparito di casa lo scorso 30 dicembre. Il figlio aveva raccontato che il papà era uscito la sera dicendo che andava  a prendere una pizza. Peccato che si era scoperto che era in pigiama e ciabatte. Inoltre a detta di tutti Carmine non si sarebbe mai separato dal suo pappagallo e dal suo acquario. Cose che Lorenzo nei giorni successivi all’allarme aveva consegnato ad uno zio dicendo che lui non se ne sarebbe mai occupato. Tradendo la consapevolezza di che fine aveva fatto il padre. Le incongruenze nel suo racconto, il ritrovamento di un’arma in casa e la certezza che il cadavere carbonizzato di ignoto ritrovato nelle settimane scorse in una ex fabbrica di Cerro Maggiore è di Carmine D’Errico, hanno portato la Procura di Monza a richiedere e ottenere un decreto di fermo nel pomeriggio di giovedì 3 febbraio. Per ora non si sa molto altro e si attendono ulteriori sviluppi della vicenda. Era stato lo stesso Lorenzo a lanciare l’allarme sulla scomparsa del padre e a presentare denuncia di scomparsa, lamentandosi persino perché le ricerche non erano state celeri.

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