Gang alla Comasina, in manette anche un poliziotto

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C’è anche iun sovrintendente di Polizia in manette insieme ai 23 arrestati della gang della Comasina che gestiva il commercio di droga a Milano. Un’operazione vasta quella messa a segno dai colleghi della Dda coordinati dal pm Alessandra Dolci che ha scoperto un’organizzazione collusa anche con la Ndrangheta. la cosa pazzesca è che tra gli arrestati, perfettamente inserito nei meccanismo, c’è Roberto D’Agnano sovrintendente nel Commissariato della Comasina, quartiere centrale dell’organizzazione. Era lui che comunicava turni di controllo e faceva soffiate sulle operazioni dei suoi colleghi. Il tutto per uno stipendio di poco più di mille euro al mese. Capo del sodalizio criminale Laurence Rossi, al quale l’agente originario di Brindisi, aveva chiesto di fare da testimone di nozze. Oltre allo stipendio fisso l’agente aveva ricevuto 5mila euro  nel luglio del 2013 per acquistare una moto, 20mila euro come investimento per un commercio di auto ai 2mila per facilitare il rilascio del passaporto a un pregiudicato, infine weekend i sul lago di Como .Tra le accuse anche un’intercettazione abusiva della compagna di un pregiudicato sospettata di tradimento e la spedizione punitiva nel motel dove lei si trovava. L’inchiesta non è finita e sembra ci siano altri agenti coinvolti. La Comasina è stata il commissariato al centro di un attentato dinamitardo, probabilmente organizzato dalla banda, per fermare alcune operazioni. Scrive il Gip nell’ordinanza: «Tutto il compendio costituito da intercettazioni, indagini, annotazioni, documenti e relazioni di servizio offre un inquietante spaccato dell’assoluta commistione esistente nel quartiere, all’epoca delle indagini, tra delinquenti e appartenenti alle forze dell’ordine, tutti legati da rapporti reciproci che andavano ben oltre la semplice conoscenza, giungendo a essere rapporti confidenziali e, in alcuni casi, di abituale frequentazione».

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