Ferrara, maltratta la moglie convivente con violenza psicologica e fisica, ammonito dal Questore

Ferrara, una convivenza con il proprio coniuge, ma da qualche anno il rapporto si  logora  a causa delle continue discussioni familiari per futili motivi sino all’uso della violenza.

Inizialmente solo aggressioni verbali, fino all’ultimo episodio quando la donna  veniva aggredita prima verbalmente, poi percossa, anche mediante il lancio di una sedia, che le procurava  lesioni alla testa ed al braccio sinistro nonché la perdita di un dente. I continui atti di violenza di natura fisica e psicologica, hanno generato un clima di tensione e paura all’interno delle mura domestiche, causando nella vittima un fondato timore per la propria incolumità.

 

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Dopo anni di sopraffazioni, soprusi  e violenze fisiche la donna ha deciso finalmente di uscire dal silenzio e dalla paura  denunciando  il suo triste vissuto alle Autorità. 

 

Il Questore di Ferrara, Cesare Capocasa,  previa verifica dei fatti indicati, attraverso l’acquisizione dei necessari elementi informativi e delle dichiarazioni rese dalle persone informate sui fatti,  ha  disposto e notificato la misura  dell’Ammonimento, il 17° dall’inizio dell’anno  

Il Questore, con la misura dell’AMMONIMENTO, ha intimato  all’uomo di desistere da comportamenti e atti che possano mettere in pericolo l’incolumità o la sicurezza fisica o psicologica dei familiari, informandolo sui contenuti del protocollo ZEUS, che prevede un percorso trattamentale per gli autori di tali condotte al fine di interrompere una rischiosa escalation e favorire un pieno recupero dell’autore del reato.

 

Si rammenta l’utilizzo dell’applicazione “ YOUPOL” facilmente scaricabile da internet sul proprio smartphone,  realizzata dalla Polizia di Stato per segnalare episodi di spaccio e bullismo, viene estesa anche ai reati di violenza che si consumano tra le mura domestiche

L’app youpol  è caratterizzata dalla possibilità di trasmettere in tempo reale messaggi ed immagini agli operatori della Polizia di Stato; le segnalazioni sono automaticamente georeferenziate, ma è possibile per l’utente modificare il luogo dove sono avvenuti i fatti. 

È inoltre possibile dall’app chiamare direttamente la sala operativa 113 della Questura.

Per chi non vuole registrarsi fornendo i propri dati, è prevista la possibilità di fare segnalazioni in forma anonima.     Anche chi è stato testimone diretto o indiretto – per esempio i vicini di casa –  può denunciare il fatto all’autorità di polizia, inviando un messaggio anche con foto e video.

 

 “Denunciate, vincete la paura, rompete l’isolamento e la vergogna. Uscite dal silenzio.” L’appello che il Questore Capocasa,  ripete ininterrottamente  come un mantra.

 

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