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Dasà, calci e pugni al Sindaco: 3 arrestati; Scaturchio ricoverato in osservazione

Dasà (Vibo Valentia), calci e pugni al Sindaco: 3 arrestati; Scaturchio ricoverato in osservazione.

In quattro hanno fatto irruzione nel municipio di Dasà con gli uffici ancora pieni e una riunione in corso presieduta dal sindaco, obiettivo dell’incursione. Il primo cittadino è stato colpito con calci e pugni e costretto al ricovero, in osservazione, presso l’ospedale di Vibo Valentia. Dopo il pestaggio i quattro hanno vandalizzato locali e arredi prima di allontanarsi dal luogo del misfatto.
Sul posto sono intervenuti nell’immediatezza i Carabinieri che hanno raccolto le prime testimonianze e con la costante guida della Procura della Repubblica di Vibo Valentia, diretta dal Procuratore Camillo Falvo, si sono posti alla ricerca dei presunti responsabili, risultati tutti residenti nel limitrofo comune di Acquaro. Il primo è stato rintracciato presso il proprio domicilio dal quale, fra l’altro, non avrebbe potuto allontanarsi in quanto sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari. Gli altri tre sono stati invece intercettati a bordo dell’utilitaria di uno di loro mentre percorrevano le vie di Acquaro. All’alt dei militari uno riusciva a fuggire a piedi nelle nel centro abitato, dopo aver lanciato vari oggetti vero i Carabinieri, mentre gli altri occupanti, dopo avere opposto resistenza venivano bloccati.
Avrebbe dell’incredibile il movente alla base di quanto accaduto. Dai primi accertamenti sarebbe emerso che l’intento degli aggressori fosse quello di punire il sindaco per avere espresso, in alcune dichiarazioni riprese dalla stampa, la propria solidarietà all’Arma dei Carabinieri in occasione di un assalto alla caserma di Arena occorso il 6 settembre 2021 quando due individui scavalcarono la recinzione della caserma prendendo dapprima a calci il portone d’ingresso e successivamente si scagliavano contro i militari dai quali venivano immobilizzati.
Tale manifestazione di vicinanza, peraltro non isolata, sarebbe stata motivo di risentimento tale da sfociare nel grave gesto che offende in primo luogo le Istituzioni e i cittadini che esse rappresentano. Evidentemente la condanna pubblica di quel gesto deve essere stata percepita come un’offesa da vendicare, a maggior ragione se si considera che due dei partecipanti al raid contro il sindaco risultano essere gli stessi protagonisti dell’assalto alla Stazione Carabinieri.
I presunti responsabili delle esecrabili condotte sono chiamati ora a rispondere, a vario titolo, di danneggiamento e lesioni aggravate, violenza e resistenza a pubblico ufficiale ed evasione, per i tre arrestati sarà a breve inoltre fissata anche l’udienza di convalida.

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