Cremona, Scandolara Ravara. Le indagini dei Carabinieri smascherano tre donne che percepivano indebitamente il reddito di cittadinanza.

I Carabinieri della Stazione di Scandolara Ravara della Compagnia di
Casalmaggiore, hanno condotto un’indagine che ha permesso di
smascherare e denunciare alla Procura della Repubblica di Cremona due
cittadine romene ed una cittadina italiana per l’indebita percezione del
reddito di cittadinanza.
Le tre indagate, una cittadina romena, classe 1993, residente nel Comune
di Cappella de’ Picenardi (CR), casalinga, coniugata, pregiudicata; una
seconda cittadina romena classe 1983, residente nel Comune di Cingia de
Botti (CR), casalinga, convivente, pregiudicata; una cittadina italiana,
classe 1981, residente nel Comune di Scandolara Ravara (CR), casalinga,
incensurata, sono state deferite dai Carabinieri di Scandolara Ravara al
termine di un’accurata indagine che ha permesso ai militari di far
emergere l’indebita percezione del reddito di cittadinanza da parte delle
tre donne residenti nei rispettivi comuni del casalasco.
Gli accertamenti posti in essere dai militari dell’Arma hanno spaziato dalla
documentazione anagrafica alle rilevanze patrimoniali riguardanti le tre
donne.
Tutte e tre le indagate hanno presentato ai rispettivi comuni di residenza
un’ISEE completamente falsato, escogitando uno stratagemma al fine di
apparire realmente bisognose di percepire il reddito di cittadinanza. Ai
fini della concessione o meno del sussidio statale infatti, ogni cittadino
che ne fa richiesta, deve consegnare al Comune di residenza il proprio
ISEE con il quale viene calcolato il suo reddito annuo. A sua volta l’ISEE
viene calcolato mediante una Dichiarazione Sostitutiva Unica (D.S.U.) che,
il singolo cittadino, compila e consegna agli enti preposti al calcolo ISEE.
Orbene le tre donne, nelle proprie D.S.U., hanno tutte dichiarato di essere
le sole componenti del proprio stato di famiglia oltretutto senza alcun
reddito; dichiarazioni queste che le hanno, momentaneamente, permesso
di godere a pieno titolo del diritto di percepire il reddito di cittadinanza
proprio perché sole e prive di qualsiasi fonte di sostentamento.

Gli accertamenti tempestivamente condotti dai militari della Stazione di
Scandolara Ravara hanno fortunatamente permesso di smascherare le
truffatrici che, a differenza di quanto falsamente dichiarato, sono tutte
inscritte nel medesimo stato di famiglia dei propri conviventi, insieme ai
loro figli. Inoltre, sia il marito di C.F. che i compagni conviventi delle altre
due donne, svolgono un regolare lavoro retribuito. Approfondendo
maggiormente i controlli a carico delle tre donne i Carabinieri hanno
potuto riscontrare che I.A. nel febbraio 2020 aveva già presentato al
Comune di residenza la richiesta per poter percepire il reddito di
cittadinanza, richiesta però non accolta in quanto la donna non riuniva i
requisiti previsti per poter usufruire dell’aiuto economico. Nel giugno
dello stesso anno quindi ha ben pensato di riproporre la richiesta,
fornendo questa volta, un ISEE falsato dalla mendace dichiarazione resa
con la propria D.S.U. Le indagini dei Carabinieri hanno permesso di
scoprire che la donna dal giugno 2020 a marzo 2021, mese in cui si sono
concluse le indagini, ha percepito un reddito di cittadinanza mensile pari a
€ 500. Anche la sua connazionale C.F., da settembre 2020 a marzo 2021
ha percepito mensilmente la cifra di € 400 come sussidio di cittadinanza.
Sul conto della cittadina italiana i militari hanno inoltre scoperto che la
stessa aveva dichiarato di essere da sola nello stato di famiglia, salvo poi
scoprire che in realtà è inscritta nello nucleo familiare del compagno
insieme ai loro figli e che, nel medesimo stato di famiglia vi sia anche sua
madre, proprietaria della casa dove vivono. Da ulteriori accertamenti è
stato infine calcolato che la donna, da marzo 2019 a marzo 2021 ha
percepito un reddito di cittadinanza pari a € 700 mensili.


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