Cremona, furti in attività commerciale: indagata donna delle pulizie

Cremona, Il  Commissariato di Pubblica Sicurezza di Crema ha indagato un cittadino ucraino residente a Crema di anni 32, ai sensi degli artt.  81 – 624 – 625/1° comma nr.2 e 625/2° comma in relazione all’art.61/1° comma nr. 7 c.p. (Furto continuato aggravato dalla violenza sulle cose e dall’aver cagionato alla persona offesa dal reato un danno patrimoniale di rilevante gravità).

La vicenda aveva inizio con la denuncia presentata a questo Ufficio alla fine di gennaio del c.a. dal titolare di una nota attività commerciale di Crema il quale riferiva che ignoti la notte precedente, dopo essersi introdotti nei locali dell’azienda, asportavano denaro contenuto in una cassetta metallica.

Il denunciante riferiva inoltre che quello predetto non era un episodio isolato ma che era l’ultimo in ordine di tempo di una serie di analoghi furti commessi da sconosciti dalla fine del mese di dicembre del 2020 ove venivano asportate somme di denaro e oggetti preziosi, tra cui un orologio di una marca prestigiosa del valore di circa 10.000 Euro.

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Dalle modalità utilizzate per commettere i reati in questione e dalle informazioni acquisite, l’area delle indagini veniva ristretta alle persone gravitanti nell’ambito dell’attività commerciale, tra cui la donna incaricata di effettuare le pulizie all’interno del locale.

E’ proprio attenzionando quest’ultima che si acquisivano elementi rilevanti che permettevano di ricostruire i fatti ed individuare il responsabile risultato essere il marito della sopracitata donna.

Emergeva infatti che l’uomo in più occasioni si impossessava delle chiavi della porta d’ingresso del locale che la moglie  aveva a disposizione per lo svolgimento della propria attività lavorativa e in ore notturne accedeva nell’esercizio commerciale prelevando i valori presenti.

E’ doveroso precisare che il tutto avveniva all’insaputa della donna che non si avvedeva delle condotte illecite del marito.

L’indagato spontaneamente ammetteva ogni addebito e riconsegnava l’orologio in argomento che successivamente veniva restituito alla persona offesa.

 


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