Cremona, 19enne appena rimesso in libertà tenta di commettere un furto in una pasticceria: fermato da un militare non in servizio

Il ragazzo aveva intimato la dipendente del posto a consegnarli dei soldi, ma la donna ha iniziato ad urlare cercando di chiamare il 112, così il giovane è scappato vendo fermato dal Maresciallo a passeggio con la famiglia

Cremona, 19enne appena rimesso in libertà tenta di commettere un furto in una pasticceria: fermato da un militare non in servizio.

Era stato rimesso in libertà il pomeriggio del 24 febbraio a seguito di una condanna a 2 anni e 2 mesi di reclusione, con pena sospesa, per la tentata rapina di una borsetta commessa nei confronti di una signora in piazza Stradivari nel pomeriggio del 23 febbraio, per cui era stato arrestato dai Carabinieri della Sezione Radiomobile di Cremona grazie al coraggioso intervento di due giovanissimi che avevano costretto l’uomo a desistere e a scappare, ma nel tardo pomeriggio del 25 febbraio è stato nuovamente arrestato per una tentata rapina in una pasticceria del centro città.
A finire nuovamente nei guai è un 19enne italiano, con precedenti di polizia a carico, che alle 18.20 del 25 febbraio, in via Garibaldi, all’interno della pasticceria “Biancaneve”, ha provato a commettere una rapina. Il giovane è entrato nell’esercizio commerciale e ha trovato la sola titolare intenta nel suo lavoro, che non si era accorta che il giovane era entrato nel locale perché la porta d’ingresso era aperta. Poi la donna ha notato un’ombra e si è girata vedendo il giovane che aveva le mani dentro le tasche del giubbotto. La donna ha creduto che fosse un cliente e lo ha salutato, ma il 19enne, senza parlare, prima si è diretto verso il bagno e poi è andato dietro al bancone di vendita e, posizionandosi davanti alla titolare con il suo fisico possente, le ha intimato di darle i soldi. La donna, molto spaventata, è indietreggiata e ha cominciato a urlare, prendendo in mano il telefono per comporre il 112. Il giovane, sorpreso dalla reazione della titolare del negozio, ha desistito dal suo intento ed è uscito dal locale per provare a scappare sulla via Garibaldi, ma è in quel momento che il 19enne si è imbattuto in un Maresciallo dei Carabinieri che era a passeggio per il centro della città con la famiglia. Il militare ha sentito in lontananza delle urla di una donna che chiedeva aiuto e piangeva e ha deciso di intervenire. Infatti, la donna che chiedeva aiuto indicava un giovane in fuga verso la direzione del Maresciallo che, senza pensarci un momento, ha lasciato la famiglia e ha attraversato la strada, affrontando il giovane che si stava allontanando.
Qualificandosi come Carabinieri ha intimato al ragazzo di fermarsi e di togliere le mani dal giubbino per metterle in vista e nel frattempo è arrivata una pattuglia della Sezione Radiomobile in supporto che stava passando per via Garibaldi e ha notato la scena. Bloccato definitivamente il 19enne, il Maresciallo dei Carabinieri si è quindi avvicinato alla donna, molto scossa e spaventata per quello che era accaduto, e si è fatto raccontare cosa era successo. La donna ha quindi ricostruito l’accaduto e ha rassicurato i militari che fortunatamente non aveva subito nessuna ferita.
I militari quindi hanno saputo che il giovane era entrato nel locale e aveva finto di andare verso il bagno, ma poi era andato dietro il banco vendita e si era diretto verso la cassa e con le mani nelle tasche, facendo intendere che potesse avere un’arma e facendo leva sulla sua notevole prestanza fisica, aveva chiesto con fare minaccioso tutti i soldi. La donna ha iniziato a urlare e il 19enne è scappato, ma la sua fuga è durata pochissimo grazie al provvidenziale intervento del giovane Maresciallo che, seppur libero dal servizio con la propria famiglia, non ha esitato un attimo a bloccare il responsabile del fatto.
Il 19enne è stato quindi accompagnato presso la caserma Santa Lucia e arrestato per tentata rapina. Trattenuto nelle camere di sicurezza della Compagnia di Cremona, è stato accompagnato all’udienza di convalida tenutasi nel pomeriggio del 26 febbraio e conclusasi con la convalida dell’atto, l’applicazione della misura cautelare in carcere e il rinvio dell’udienza all’11 marzo prossimo.

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