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Crans-Montana, rientrano in Italia le salme delle giovani vittime: volo dell’Aeronautica tra Linate e Ciampino.

Rimpatriate con un C-130 dell’Aeronautica le salme delle giovani vittime dell’incendio di Capodanno a Crans-Montana: minuto di silenzio nelle scuole il 7 gennaio, indagini e polemiche sulla sicurezza del locale.

Crans-Montana, rientrano in Italia le salme delle giovani vittime: volo dell’Aeronautica tra Linate e Ciampino.

Con l’identificazione terminata nella giornata di ieri, oggi l’Italia ha riportato a casa le giovanissime vittime italiane dell’incendio di Capodanno a Crans-Montana. Un C-130 dell’Aeronautica militare è decollato dall’aeroporto di Sion alle 12.09, dopo l’omaggio di un picchetto d’onore svizzero, trasportando cinque delle sei salme verso l’aeroporto militare di Milano Linate. La sesta vittima, la coetanea italo-svizzera Sofia Prosperi, residente a Lugano, non è stata imbarcata: per lei le esequie si terranno in Svizzera.

L’arrivo a Linate: istituzioni e silenzio sulla pista

L’atterraggio a Milano Linate, avvenuto intorno alle 12.50, ha segnato uno dei momenti più intensi di una giornata già carica di dolore. Sulla pista, ad attendere i feretri, erano presenti rappresentanti delle istituzioni nazionali e territoriali: tra gli altri, il presidente del Senato Ignazio La Russa, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, il capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano e il sottosegretario con delega all’editoria Alberto Barachini, insieme ai governatori di Liguria ed Emilia-Romagna. Le bare sono state trasferite ai carri funebri alla presenza dei familiari, stretti in abbracci lunghi e composti; un sacerdote ha benedetto i feretri e sulla pista è calato un silenzio assoluto, quasi a cristallizzare l’idea di una tragedia che continua a sembrare irreale.

Le destinazioni: Milano, Bologna, Genova e Roma

Da Linate i feretri hanno preso strade diverse, seguendo le città d’origine e le decisioni delle famiglie. A Milano resteranno le due vittime milanesi, Chiara Costanzo e Achille Barosi, con camera ardente e funerali previsti in città. Verso Bologna è partito il feretro di Giovanni Tamburi, mentre Genova ha accolto la salma di Emanuele Galeppini, ricordato anche con un omaggio sportivo che ha accompagnato l’arrivo. Il C-130 ha poi proseguito per Roma Ciampino, dove nel pomeriggio è atterrato il velivolo con la salma di Riccardo Minghetti: ad accoglierlo il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani e il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, insieme alle autorità locali e ai familiari.

Funerali a spese dello Stato e supporto psicologico ai familiari

Il Governo ha disposto che anche i funerali saranno a spese dello Stato, sottolineando la dimensione nazionale del lutto e la vicinanza istituzionale alle famiglie. Sul volo hanno viaggiato anche i parenti di tre vittime — due diretti a Milano e uno a Roma — accompagnati da personale della Protezione Civile, del ministero degli Esteri e da un team di psicologi. Un’attenzione non solo logistica, ma anche umana, per affrontare il rientro e l’impatto emotivo di un ultimo viaggio che nessun genitore dovrebbe compiere.

“Una tragedia evitabile”: le parole dell’ambasciatore Cornado

L’ambasciatore d’Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, ha definito l’accaduto “una tragedia evitabile”, parlando di prevenzione mancata e di elementi che, a suo avviso, dovranno essere chiariti fino in fondo. Le sue dichiarazioni — dure, amarissime — hanno amplificato un sentimento che in queste ore attraversa molte famiglie e una parte dell’opinione pubblica: la convinzione che quella notte di festa si sia trasformata in una trappola per carenze strutturali e organizzative che non possono essere archiviate come fatalità.

Le indagini in Svizzera e la pressione per fare chiarezza

Sul fronte giudiziario i proprietari del locale “Le Constellation” risultano indagati, con ipotesi di reato legate all’omicidio colposo, alle lesioni e all’incendio colposi. Cornado ha inoltre evidenziato le differenze tra procedure svizzere e italiane, sottolineando che, in un contesto diverso, potrebbero essere state adottate misure cautelari più rapide. Intanto, in Italia, il Codacons ha annunciato un esposto chiedendo di valutare anche l’ipotesi di strage, ritenendo necessario verificare se vi fossero condizioni tali da rendere prevedibile un rischio elevato per un numero consistente di persone. Il caso, oltre alla dimensione processuale, diventa così anche un punto di pressione per controlli più stringenti sui locali di intrattenimento, soprattutto durante eventi ad alta affluenza.

I feriti: completate le identificazioni, molti ancora ricoverati

Le autorità del Vallese hanno comunicato che sono stati identificati tutti i 116 feriti dell’incendio di Capodanno; 83 risultano ancora ricoverati in ospedale. Il dato corregge un primo bilancio che parlava di 119 feriti, avendo incluso tre persone finite in ospedale quella notte per ragioni non legate al rogo. La maggior parte dei feriti è svizzera, seguita dai francesi, ma tra i ricoverati ci sono anche italiani e cittadini di diverse nazionalità, a testimonianza di una serata che aveva richiamato giovani da più Paesi e che ora lascia dietro di sé un lungo percorso clinico e psicologico per chi è sopravvissuto.

Il 7 gennaio: minuto di silenzio nelle scuole e lutti cittadini

La ferita collettiva si tradurrà mercoledì 7 gennaio in un gesto simbolico nazionale: nelle scuole italiane sarà osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime, al rientro in classe di milioni di studenti. Diverse città hanno annunciato iniziative di cordoglio: a Bologna, per esempio, è stato proclamato il lutto cittadino in occasione dei funerali di Giovanni Tamburi, con bandiere listate a lutto e inviti alla cittadinanza a partecipare nel rispetto e nel raccoglimento. A Roma, nel territorio del Municipio IX, sono state disposte chiusure legate ad alcune attività pubbliche nel giorno dell’ultimo saluto a Riccardo Minghetti, come segno di vicinanza alla famiglia e alla comunità scolastica colpita.

Un Paese in cordoglio, in attesa di risposte

Il rientro delle salme segna un passaggio doloroso ma decisivo: dalla gestione dell’emergenza alla fase del lutto e delle responsabilità. L’immagine delle bare bianche, l’omaggio delle autorità, le città che si preparano alle esequie e il silenzio che attraversa scuole e piazze raccontano un Paese che si stringe attorno alle famiglie, mentre sullo sfondo cresce una domanda semplice e spietata: come è stato possibile che una notte di festa si trasformasse in strage.

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