Bassano del Grappa, aggredisce un senzatetto, minaccia e insulta la Polizia: “Siete dei deficienti”; 43enne denunciato

Sono innumerevoli le frasi violente pronunciate dall'uomo durante l'identificazione

Bassano del Grappa (Vicenza), aggredisce un senzatetto, minaccia e insulta la Polizia: “Siete dei deficienti”; 43enne denunciato.

A Bassano del Grappa, il 9 ottobre, è stato denunciato in stato di libertà, per i reati di “Oltraggio a un P.U.” e “Rifiuto di indicazioni sulla propria identità personale” nonché sanzionato amministrativamente per “Ubriachezza” e “Bestemmia”, un cittadino italiano G.N., di anni 43, residente a Ferrara, persona pluri-pregiudicata e con numerosi pregiudizi di Polizia per reati contro la persona, reati contro il patrimonio, in materia di stupefacenti, reati di evasione ed ubriachezza manifesta.

L’aggressione

Alle ore 22.00 circa, a seguito di richiesta pervenuta alla Sala operativa, personale della locale Sezione Volanti si portava in Bassano del Grappa Via Jacopo da Ponte all’altezza del civico 51, luogo interessato dalla manifestazione “Fiera franca d’autunno”, per una persona riversa a terra a seguito di un’aggressione.

Giunti sul posto, gli operanti notavano un uomo a terra, che veniva immediatamente riconosciuto per un cittadino algerino di anni 72, in evidente stato di alterazione dovuta all’assunzione di sostanze alcoliche.

Le minacce e le bestemmie

Mentre gli operanti allertavano personale del 118, venivano raggiunti da un uomo, dell’altezza di circa 185 mt., con capelli brizzolati e rasati ai lati, con diversi tatuaggi sul volto, in stato di forte alterazione alcolica, desunta dall’alito vinoso, dal tono di voce immotivatamente alto, dall’andatura non equilibrata, il quale, con modi aggressivi e sprezzanti, proferiva testuali parole: “ECCOLI ARRIVATI GLI STRONZI, ADESSO VI DICO IO COME E’ ANDATA, A QUESTO BARBONE GLI HO OFFERTO CIBO E VINO E LUI MI HA SPUTATO ADDOSSO! L’HO SDRAIATO”.

Gli operanti, al fine di identificare tutte le parti, chiedevano le generalità al predetto uomo, il quale, sempre con modi aggressivi e sprezzanti, riferiva testuali parole: “…(Bestemmia), UNO FA UN OPERA DI BENE E FA MANGIARE UN BARBONE E VOI ROMPETE I COGLIONI? VI DOVETE SOLO VERGOGNARE, E PERCHE’ CAZZO TI DEVO DIRE CHI SONO O DARE I DOCUMENTI (Bestemmia)? MA (Bestemmia) IO NON VI DO’ UN CAZZO, SAPETE FARE IL VOSTRO LAVORO? BRUTTI PEZZI DI MERDA, POLIZIA DEL CAZZO, HO FATTO BENEFICENZA E VENITE A ROMPERE IL CAZZO A ME? (Bestemmia) SIETE DEI DEFICENTI COME TUTTA LA POLIZIA. L’ITALIA ED IL GOVERNO ITALIANO FA SCHIFO, IO VI PISCIO ADDOSSO (Bestemmia)” Gli operatori di Polizia, con un atto di estenuante e continua persuasione, riuscivano a portare momentaneamente alla calma l’uomo ed identificarlo.

L’aggredito

Durante tutte le fasi dell’intervento, il soggetto ha sempre alternato momenti di calma a momenti di ira nei confronti della Repubblica Italiana, della Polizia di Stato e del cittadino algerino aggredito; quest’ultimo si presentava leggermente confuso, probabilmente dalla caduta, ma comunque cosciente; tuttavia rimaneva riverso sul manto stradale in attesa del 118 e senza riferire nulla sull’accaduto.

Dopo pochi minuti giungeva sul posto personale sanitario, che trasportava l’algerino presso il Pronto Soccorso del locale nosocomio cittadino.

Gli operatori identificavano la persona richiedente l’intervento, la quale riferiva di aver notato, poco prima, il cittadino italiano spingere l’algerino a terra, per poi colpirlo con diversi calci sul corpo. La richiedente l’intervento veniva minacciata anche dall’italiano, il quale le diceva che avrebbe fatto del male a lei e a tutti i suoi amici presenti, intimandole inoltre di non contattare nessuno.

La denuncia e le nuove minacce

Il cittadino italiano veniva, quindi, accompagnato presso gli Uffici del Commissariato per gli adempimenti del caso; anche all’interno degli Uffici di Polizia di Stato, il soggetto continuava con il suo comportamento aggressivo e sprezzante, rendendo lunghe e difficoltose le attività di identificazione e foto-segnalamento, proferendo continuamente testuali parole: “CHE POLIZIA DI MERDA, IN GERMANIA SAREBBERO DALLA MIA PARTE, L’ITALIA E’ UNO STATO DI MERDA, VOI NON SAPETE LAVORARE, STRONZI, MIA MAMMA DI 80 ANNI E’ PIU’ FORTE DI VOI CAZZONI, HO PARTECIPATO A SPACCIO DI DROGA, SONO STATO 14 ANNI IN CARCERE, UN MIO AMICO HA AMMAZZATO ANCHE UN CARABINIERE A FERRARA”

Si precisa che venivano presi successivi contatti con personale del locale Pronto Soccorso; gli operatori sanitari riferivano che il cittadino algerino non riportava lesioni personali importanti; tuttavia, siccome anch’egli si trovava in stato di alterazione alcoolica, veniva trattenuto in osservazione per la notte.

Una volta rilasciato, all’esterno del Commissariato, l’indagato accartocciava le copie dei verbali redatti dagli operanti e li buttava in un cestino, proferendo testuali parole: “A ME NON ME NE FREGA UN CAZZO DELLA GIUSTIZIA”

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