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Bronte, truffa del finto carabiniere a una 79enne: due giovani denunciati dopo un’indagine lampo

Individuati in poche ore i presunti responsabili della truffa del finto carabiniere a Bronte grazie alle indagini dei Carabinieri

Un’azione investigativa rapida ed efficace ha permesso ai Carabinieri della Stazione di Bronte di individuare in tempi brevi i presunti responsabili di una grave estorsione ai danni di un’anziana del posto, vittima della cosiddetta truffa del “finto carabiniere”, un raggiro particolarmente insidioso perché fa leva sulle paure e sugli affetti familiari delle persone più fragili.

La telefonata shock e il raggiro

La vittima, una donna di 79 anni, si trovava sola nella propria abitazione quando ha ricevuto una telefonata da un uomo che si è falsamente qualificato come appartenente all’Arma. Con toni allarmanti e un’evidente pressione psicologica, il truffatore ha convinto l’anziana che il figlio fosse rimasto coinvolto in un grave incidente stradale e rischiasse l’arresto.
Poco dopo, un presunto avvocato ha rincarato la dose, prospettando la necessità di versare immediatamente una somma di denaro per evitare conseguenze giudiziarie.

Spaventata e in forte stato di agitazione, la donna ha consegnato contanti e gioielli a un giovane presentatosi alla sua porta. Solo in un secondo momento si è resa conto di essere stata vittima di una truffa e ha sporto denuncia.

L’indagine dei Carabinieri

Ricevuta la segnalazione, i militari della Stazione di Bronte hanno avviato un’attività investigativa accurata e serrata. Fondamentale è stata l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, che ha consentito di ricostruire i movimenti dei sospetti.
I riscontri incrociati nelle banche dati e la comparazione fotografica hanno permesso di delineare con precisione la dinamica del reato e di arrivare all’identificazione dei presunti responsabili.

Determinante anche il riconoscimento fotografico effettuato dalla vittima, che ha confermato il ruolo attivo di entrambi i giovani nella commissione dell’estorsione.

Due giovani denunciati

L’indagine ha portato all’identificazione di due ragazzi di 20 e 23 anni, entrambi residenti a Catania, ritenuti responsabili dell’estorsione in concorso. I due sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria per estorsione aggravata commessa con il metodo del “finto carabiniere”, ferma restando la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.

L’episodio riaccende l’attenzione sull’importanza della prevenzione e dell’informazione, soprattutto nei confronti delle persone anziane, spesso prese di mira da truffatori senza scrupoli.

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