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Femminicidio a Castel Volturno: muore dopo giorni di agonia la 33enne picchiata dall’ex compagno

Aggredita dall’ex compagno a Castel Volturno, la 33enne muore dopo giorni di agonia: l’accusa si aggrava in femminicidio

Femminicidio a Castel Volturno: muore dopo giorni di agonia la 33enne picchiata dall’ex compagno

Non ce l’ha fatta Linda Iyekeoretin, la giovane donna nigeriana di 33 anni brutalmente aggredita dal suo ex compagno a Castel Volturno, nel Casertano. Dopo giorni di lotta tra la vita e la morte, la donna è deceduta nella giornata di martedì 6 gennaio presso la clinica Pineta Grande, dove era ricoverata in terapia intensiva in seguito alle gravissime lesioni riportate. Il violento pestaggio risale al 22 dicembre scorso, quando la vittima fu colpita ripetutamente, anche con un manico di scopa, e ritrovata priva di sensi nel cortile di una villetta a schiera.

L’intervento della Polizia e il fermo dell’ex compagno

L’allarme era scattato in seguito alle segnalazioni di alcuni residenti che avevano udito rumori riconducibili a una violenta lite domestica. Sul posto erano intervenuti gli agenti del commissariato di Castel Volturno della Polizia di Stato, che avevano trovato la donna riversa a terra, in condizioni disperate. All’interno dell’abitazione era presente l’ex fidanzato, un connazionale di 32 anni, in compagnia di un amico: l’uomo aveva un polso fasciato e indumenti sporchi di sangue, elementi che fin da subito avevano destato forti sospetti.

Le indagini e la prima accusa di tentato omicidio

Gli accertamenti immediati condotti dagli investigatori avevano consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico del 32enne. Secondo la ricostruzione, l’uomo avrebbe colpito la donna con estrema violenza, infierendo soprattutto alla testa. Su disposizione della Procura della Repubblica, era stato disposto il fermo, successivamente convalidato dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che aveva emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere con l’accusa di tentato omicidio.

Il peggioramento clinico e il decesso in ospedale

Nonostante le cure intensive e il coma farmacologico indotto dai sanitari, le condizioni di Linda Iyekeoretin si sono progressivamente aggravate. Le lesioni craniche e i traumi riportati durante l’aggressione si sono rivelati incompatibili con la sopravvivenza. Dopo circa due settimane di agonia, il cuore della 33enne ha cessato di battere, trasformando definitivamente il quadro giudiziario da tentato omicidio a omicidio, configurando il primo femminicidio registrato in Campania nel 2026.

L’aggravamento delle accuse e il nuovo procedimento

Con la morte della donna, la posizione dell’indagato si è ulteriormente aggravata. La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha avviato le procedure per la riqualificazione del reato, procedendo ora per femminicidio. Nei confronti del 32enne è stato emesso un nuovo ordine di arresto che tiene conto dell’esito mortale dell’aggressione e della particolare gravità del contesto in cui il delitto è maturato.

Un dramma che interroga le istituzioni e la società

La morte di Linda Iyekeoretin rappresenta l’ennesimo grido d’allarme su un fenomeno che continua a mietere vittime. Un femminicidio che apre il nuovo anno nel peggiore dei modi e che richiama con forza la necessità di rafforzare gli strumenti di prevenzione, tutela e protezione delle donne, affinché violenze annunciate non si trasformino, ancora una volta, in tragedie irreversibili.

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