Frana a Niscemi, Musumeci: stop a tributi e mutui, misure in Cdm e fondi Ue per la ricostruzione
Frana a Niscemi dopo il ciclone Harry: misure del governo, fondi regionali e richiesta di aiuti Ue
A Niscemi la notte è stata segnata da boati distinti e da ore di pioggia che hanno aumentato la pressione sul versante in movimento. I sopralluoghi di tecnici della Protezione civile e vigili del fuoco non hanno evidenziato crolli “significativi” né nuovi allarmi immediati, ma i rumori e i cedimenti confermano che il fronte franoso continua a scivolare e che l’instabilità non è rientrata.
“L’area rossa è destinata ad allargarsi”: l’allerta del ministro Musumeci
Il punto politico e operativo lo ha fissato il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci: la linea del fronte “continua ad arretrare verso il centro abitato” e la zona rossa potrebbe ampliarsi se il fenomeno non si arresta. Per capire se il movimento possa proseguire nel tempo e fin dove, il ministro ha annunciato la costituzione di un team di esperti incaricato di valutare l’evoluzione del dissesto e lo scenario a medio-lungo termine, con un obiettivo dichiarato: dare ai residenti risposte verificabili su cosa aspettarsi e su come pianificare il “dopo”, inclusa l’ipotesi di nuove aree abitative per chi non potrà rientrare.
Misure economiche in arrivo: sospensione di tributi, mutui e obbligazioni
Sul fronte degli aiuti, Musumeci ha indicato una linea che punta a mettere subito in sicurezza la tenuta sociale ed economica della comunità: sospensione dei tributi, delle rate dei mutui e di “ogni altra obbligazione” per i residenti coinvolti. Una parte delle misure, ha spiegato, sarebbe già in fase di firma amministrativa; altre richiedono invece un provvedimento di legge e finiranno sul tavolo del Consiglio dei ministri. In parallelo, il dicastero lavora con il Ministero del Lavoro per definire gli ammortizzatori necessari alle aziende ferme o rallentate dall’emergenza, che rischiano di non riuscire a sostenere contributi e costi del personale.
L’ombra del passato: proposta un’indagine amministrativa sulle omissioni dopo il 1997
Accanto alla gestione dell’urgenza, il governo apre un capitolo delicato: Musumeci intende proporre in Cdm un’indagine amministrativa per ricostruire perché, dopo l’episodio del 1997, non si sia intervenuti in modo risolutivo. La mossa si affianca all’inchiesta giudiziaria, ma risponde a una domanda politica precisa: capire se ci sia stata una sottovalutazione del rischio, quali passaggi istituzionali siano mancati e in che modo si sia arrivati al “punto di non ritorno” evocato dallo stesso ministro.
Sicilia: via libera ai fondi del Ponte sullo Stretto per la ricostruzione
Nel frattempo, a Palermo, l’Assemblea regionale siciliana ha approvato – con voto segreto – la destinazione alla ricostruzione di 1,3 miliardi inizialmente legati al Ponte sullo Stretto. La decisione, politicamente esplosiva, fotografa la pressione di territori che chiedono liquidità immediata e cantieri rapidi, ma riapre anche lo scontro tra chi considera quelle risorse “strategiche” per le infrastrutture e chi le rivendica come salvagente per un’emergenza che rischia di diventare strutturale.
Il nodo Pnrr: nessun progetto sul dissesto idrogeologico riguarda Niscemi
Dentro la polemica sui finanziamenti torna un dato che pesa come un atto d’accusa amministrativo: tra i progetti Pnrr dedicati al dissesto idrogeologico in Sicilia, nessuno risulta riferito a Niscemi. Il paradosso è evidente: un rischio studiato e discusso per anni non si è tradotto in un intervento specifico inserito nei pacchetti di messa in sicurezza, e oggi l’urgenza impone scelte più costose e traumatiche, dall’assistenza agli sfollati alle opere di consolidamento.
La promessa di Meloni e la “prima risposta” da 100 milioni
Durante la visita in Sicilia, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha promesso “risposte veloci”, rivendicando l’avvio di provvedimenti immediati e ricordando che lo stanziamento da 100 milioni per i territori colpiti – anche in Sardegna e Calabria – rappresenta solo un primo passo, in attesa di una quantificazione completa dei danni e di ulteriori strumenti normativi. Il quadro viene incardinato nello stato di emergenza deliberato per le regioni colpite dal ciclone Harry, con la prospettiva di un decreto legge per rafforzare risorse e procedure.
La pista europea: Tajani annuncia la richiesta al Fondo di solidarietà Ue
A Bruxelles, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato l’intenzione dell’Italia di chiedere l’intervento del Fondo europeo di solidarietà per Calabria, Sicilia e Sardegna. È un passaggio che richiede dossier tecnici, dati certificati e la conclusione dell’evento calamitoso, ma che storicamente può diventare un moltiplicatore di risorse nei disastri maggiori. In parallelo, dal livello comunitario è arrivato un segnale politico di disponibilità: la Commissione, attraverso i suoi vertici, ha ribadito l’attenzione sugli strumenti attivabili e sulla possibilità di costruire un percorso rapido con le autorità nazionali e regionali.
Procura di Gela al lavoro: indagine per disastro colposo
Mentre la macchina dei soccorsi e della pianificazione procede, la Procura di Gela ha aperto un fascicolo per disastro colposo e danneggiamento. L’inchiesta, al momento contro ignoti, punta a verificare eventuali responsabilità legate a interventi mancati, manutenzioni, scelte urbanistiche e gestione del rischio nel tempo. È l’altro binario, inevitabile, di ogni emergenza che non si esaurisce nella cronaca, ma chiama in causa la prevenzione.
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